Questa volta, date retta a me, andiamo a Forlì

Questa volta, date retta a me, andiamo a Forlì

Le città della Romagna, lungo la Via Emilia: Faenza, Forlì, Cesena e Rimini. Ognuna di esse si caratterizza in modo particolare, soprattutto agli occhi dei romagnoli, per i quali – ad esempio – Forlì è la città di Caterina Sforza e… del Duce, di quel Benito Mussolini che lì, nelle sue piazze, sostenne tutto e il contrario di tutto, ma sempre con lo stesso piglio violento.

Ma Forlì è soprattutto un vero scrigno d’arte. Tappa d’obbligo – per iniziare a verificarlo – è Palazzo Merenda in Corso della Repubblica, che per 200 anni fu l’Ospedale della città. Attualmente ospita la biblioteca comunale, il Fondo Piancastelli, la Pinacoteca, il Museo archeologico e una sezione del Museo etnografico. All’interno si possono ammirare, fra l’altro, due piccoli capolavori su tavola del Beato Angelico. Bellissima anche una Ebe scolpita da Antonio Canova. Nella sala principale sono poi raccolte grandi e pregevoli tele. Altra tappa è piazza Saffi, che vanta la chiesa di San Mercuriale in stile romanico-lombardo: nel 1980 ha ufficialmente compiuto 800 anni, ma di cui si ha notizia fin dal IV secolo. Da visitare anche il Palazzo Comunale con torretta (prima del mille era infatti un fortino). In fondo a corso Diaz, dopo il giardino pubblico, troviamo la Rocca di Ravaldino (1360) o di Caterina Sforza: è un quadrato esatto con quattro torrioni circolari agli angoli, nel 1500 fu conquistata da Cesare Borgia che spodestò Caterina Sforza.

Per farsi, invece, un’idea di ciò che fu la città del Duce, è sufficiente sostare in piazzale della Vittoria, e volgere lo sguardo verso la Stazione: quel che si vede – in molti casi, in perfetto stile razionalista – è un insieme notevole di costruzioni progettate e realizzate dal regime.

L’occasione è buona anche per visitare due pregevoli mostre. La prima è quella dedicata a Giovanni Boldini.

Giovanni Boldini, tra i più prolifici e noti artisti Italiani attivi a Parigi negli anni della Bella Epoque, con il suo pennello ha immortalato le bellezze e catturato i più ammalianti sguardi delle donne più affascinanti e potenti della fine ‘800.

La Mostra verrà ospitata nei Musei San Domenico a Forlì dal 1° Febbraio al 14 Giugno e ha carattere innovativo e si propone di rivisitare la vicenda artistica di Boldini, dove le donne ebbero sempre un ruolo di primo piano nella sua vita. Nel ritrarle egli ne esaltava le caratteristiche migliori, allungava gambe, mani, piedi per esaltare il fascino naturale…

La seconda ha come titolo “Arte in Trincea, Maceo Casadei (1899-1992), a palazzo Romagnoli, Via Albicini 12 Forlì, già aperta, visitabile fino al 31 maggio.In occasione del Centenario della Grande Guerra, la mostra del celebre artista forlivese valorizza una preziosa serie di acquarelli e tempere su carta che rimandano al suo periodo trascorso in trincea.

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