Vi aspetto nella capitale dell’estate italiana, nella Romagna marittima

Vi aspetto nella capitale dell’estate italiana, nella Romagna marittima

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Letterina di Ferragosto ad un amico, frequentatore appassionato e ‘stagionato’ della nostra Riviera  

 

Caro amico,

come andiamo? Non ho dubbi che la Sua forte fibra (di nuotatore e pedalatore straordinario, sempre più gagliardo col passare degli anni) abbia avuto il sopravvento sugli ultimi malanni passeggeri. L’estate – che sta giungendo al culmine – la favorirà sicuramente. E, quindi, immagino volentieri che Lei sia già in condizione di riprendere le collaudate visite e vacanze nella “Romagna riminese” (felliniana e pascoliana, per l’esattezza…). Ho sentito e visto pure Valerio, il nostro comune amico: pure lui è desideroso di partecipare ai nuovi appuntamenti, dilettevoli, culturali e conviviali allo stesso tempo (con o senza piada e sangiovese… ma chi ce lo fa fare di rinunciare a tutto?).  Avremo sicuramente tante novità da scambiarci. Il nostro abituale, e incessante, interesse per la Romagna, per la sua storia e per gli eventi che continuamente mette in scena, rende impellente un nostro incontro, magari proprio per Ferragosto. Per quella data, la nostra riviera e l’immediato entroterra offrono tutto e il contrario di tutto… dalla frenesia inneggiante ad un mondo pacificato e allegro alla quiete e alla tranquillità che avvolgono i grandi tesori della Storia. Vuole un esempio di questo dualismo, magari partendo da Rimini (non a caso proclamata la capitale dell’estate italiana)? Al mare, feste, falò sulla spiaggia, sagre e concerti, e come di consueto nella notte del 14 agosto, coloratissimi fuochi d’artificio illumineranno l’arenile e tutto il lungomare…  Ma la spiaggia infinita, e le occasioni di intrattenimento, in numero appena immaginabile, non devono farLe dimenticare che esiste anche un’altra Rimini… più silenziosa, più raccolta, con radici profonde nella Storia.   L’altra città la si trova al di là della ferrovia, come Lei ben sa, ed è stata fondata dai romani nel lontano 268 a. C…. e rilanciata, alla grande, durante il Rinascimento, dalla Signoria del posto: i Malatesta, i quali affidarono a Leon Battista Alberti l’incarico di realizzare un Tempio a loro dedicato. Fu creata una grande opera d’arte – il Tempio Malatestiano, appunto, un monumento-capolavoro, massima espressione dell’Umanesimo e della sua architettura – che possiede le immagini e le linee delle maggiori vestigia romane presenti nella cittadina: il Ponte di Tiberio e l’Arco d’Augusto. E se, a queste grandi testimonianze, ci aggiunge il Corso “felliniano”, quello descritto e raccontato in “Amarcord”, avrà già un’idea giusta di cosa sia il cuore della vecchia Rimini. All’Arco arriva, e finisce, la consolare Flaminia e dal Ponte di Tiberio parte la Via Emilia. Questa è la Rimini che lei ha già conosciuto. Ma tornandoci ora avrà la piacevole sorpresa di trovare un centro storico in “edizione straordinaria”: in pochi anni è stato ricostruito il Teatro Galli (tale e quale a quello frequentato dai riminesi nell’800), fatto rinascere il Cinema Fulgor (tale e quale a quello raccontato da Fellini), portato a nuovo splendore il Castel Sismondo e tutta l’area e le piazze che lo circondano…. A completare il tutto, tanti locali con i tavoli sulla strada e nelle piazze, mercati e mercatini prestigiosi, mostre e appuntamenti culturali di prim’ordine…

Mi fermo qui. Il resto ce lo racconteremo… in diretta.

Suo

Giovannino Montanari

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