Come va il turismo in Romagna? Come tutto il resto in Italia.

Come va il turismo in Romagna? Come tutto il resto in Italia.

La fase che il turismo dell’Emilia Romagna sta attraversando è ricca di luci e di ombre… ecco perché assomiglia alla vita dell’intero Paese, dove l’ottimismo segue un percorso tipo montagne russe: un giorno si sale, quasi un’impennata, e il giorno dopo si scende. Ad esempio, il recente successo, registrato in Riviera nelle festività legate al Capodanno, al Natale e all’Epifania fa pendere la bilancia dalla parte dell’ottimismo; mentre è assai più problematico e difficile recuperare “il consenso” della domanda internazionale, con particolare riferimento a quei mercati europei che solo fino a qualche decennio fa privilegiavano la nostra Riviera: su questo versante siamo ancora in alto mare (l’aeroporto di Rimini è sempre lì a ricordarcelo, con la sua crisi interna e con la forte flessione del turismo russo). Ma, poi, il bilancio consuntivo del turismo in Emilia Romagna ci rende di nuovo fiduciosi e pronti a rilanciare il cuore oltre l’ostacolo. Il nostro assessore regionale, Andrea Corsini, non ha dubbi, si tratta di  “un anno da incorniciare”.

Un anno da 46 milioni di presenze in regione, oltre 37 milioni e mezzo dei quali sulla Riviera Romagnola. In termini assoluti c’è stato un incremento complessivo di presenze che ha superato il milione e mezzo; con una Riviera che ha chiuso l’anno con un aumento del 5,9% degli arrivi (5.584.000) e del 3,2% delle presenze (37.510.000).

I buoni risultati del 2015 per arrivi e presenze rappresentano un punto di partenza dopo anni di stagnazione – sottolinea Corsini -. Questi dati ci devono stimolare ad agire con più forza ed efficacia sui mercati internazionali, incentivando la quota di incoming dai paesi esteri”. Al netto del calo del movimento turistico russo, l’aumento della componente estera in Riviera è stimabile in circa il +2,4% degli arrivi ed il +2,6% delle presenze. Tutte le località hanno registrato un ritorno degli italiani e, per quanto riguarda i turisti stranieri, si è registrata la ripresa del mercato tedesco (+3,5%); come dire: dopo tanti anni di flessioni, dalla Germania giungono buone notizie. Anche il turismo congressuale e fieristico – ma qui gioca la crisi economica degli ultimi anni – potrebbe offrire di più. Non c’è niente di facile, ma ci sono, però, tutte le condizioni…per rimboccarci le maniche.

Giovannino Montanari

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