Turismo non fa rima… con nazismo, e neppure con razzismo.

Turismo non fa rima… con nazismo, e neppure con razzismo.

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A questo proposito ecco un episodio tratto dalla nostra storia turistica

Le vacanze, si sa, sono generalmente qualcosa di spensierato, disimpegnato generalmente: un momento della vita da cui si tengono lontano diatribe e scontri politici, e in cui dominano tolleranza e convivenza civile. Ma ci sono anche episodi di segno contrario, come quello accaduto nell’estate del 1963 nel cuore della Romagna vacanziera, a Milano Marittima, quando furono contestati platealmente i turisti tedeschi presenti nella località. Ma vediamo come sono andate le cose. Innanzitutto Milano Marittima: un Comune assieme a Cervia da sempre governato dalla Sinistra, in cui già da allora si registrava un boom turistico di prim’ordine, con pescatori e salinari diventati in breve tempo albergatori, gestori di stabilimenti balneari e di pubblici esercizi; come dire, compagni baciati dalla fortuna (ma, per meglio dire, soprattutto dalla loro voglia di lavorare), neofiti imprenditori turistici apprezzati da una clientela tedesca benestante, festosamente accolta. Forse – e sottolineo forse – tutto ciò dava un po’ fastidio a chi aveva coltivato e rinverdito una concezione ed una visione politica, settaria, orientata al disprezzo dell’impresa privata, piccola o grande che fosse. Tanto più se quest’ultima veniva alimentata da una nuova “invasione di tedeschi”. Fatto sta che Milano Marittima, in quell’estate del ’63, ospitò una manifestazione nazionale di giovani comunisti (organizzata della Federazione giovanile del PCI), che per esprimere la propria forte caratterizzazione politica, sfilando per i viali di quel gioiello di stazione balneare, a sorpresa protestarono pesantemente contro i turisti tedeschi (e le loro… fiammanti Mercedes) in vacanza proprio lì.

Non era stato il popolo tedesco a scatenare e causare l’immane ecatombe della seconda guerra mondiale? Ad organizzare e sostenere l’eliminazione di milioni di ebrei?

Un episodio, questo di Milano Marittima, “riesumato” recentemente da Michele Brambilla sulle pagine del “Foglio”. I manifestanti con tanto di cartelli anti-tedeschi presero di mira le loro auto, tagliando gomme, urlando slogan anti-tedeschi… “Ne seguì uno psicodramma diplomatico, dalla Germania furono annullate migliaia di prenotazioni, il feeling con la Romagna sembrava seppellito per sempre.” Gli albergatori sorpresi e danneggiati chiesero con forza spiegazione all’Amministrazione di sinistra e al partito dominante. Si cercò subito di arginare la situazione ed alcuni operatori romagnoli partirono dopo pochi giorni per Monaco, con un’idea brillante: ospitare con un convoglio speciale, il “treno dell’amicizia”, 300 turisti tedeschi “meritevoli o bisognosi”, ospitati gratuitamente, per una settimana, dagli albergatori di Milano Marittima. La pace era stata ristabilita. E mai più si verificò qualcosa del genere in Riviera.

Quale conclusione? La storia del 900 è disseminata di dittature feroci, totalitarie, disumane, che condussero i rispettivi popoli nel baratro di enormi atrocità, interne ed esterne. Il tutto ad opera di minoranze politiche che, come una sorta di pifferai magici, trascinarono intere comunità nell’abisso. Chi, ieri ed oggi, non distingue fra i vari livelli di responsabilità, rischia di contribuire a creare nuovi conflitti, nuove forme di razzismo.

Per fortuna c’è anche il Turismo, l’incontro pacifico fra gente di tutte le nazionalità, a dare una mano nel contrasto ad ogni forma di discriminazione.

Giuliano Ghirardelli

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