Tornate a Rimini, ci troverete Federico ad aspettarvi…

Tornate a Rimini, ci troverete Federico ad aspettarvi…

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Provate a pensare ad un individuo che all’improvviso riceve un’eredità faraonica, una somma così astronomica da renderlo incapace di gestire la nuova situazione con ragionevolezza: insomma esserne all’altezza… Qualcosa che gli riuscirà col tempo, maturando pian piano, sconfitta dopo sconfitta. E alla fine ce la farà a gestire un patrimonio così grande, talmente grande che tutti i suoi errori non riusciranno mai a scalfirlo.

Se, ora, al posto di quell’individuo ci mettiamo la città di Rimini, la città che diede i natali a Federico Fellini, e che all’improvviso nell’autunno del 1993 – di fronte alla scomparsa del grande regista (aveva solo 73 anni) – si trova a gestire un’eredità culturale enorme e delle aspettative presenti in ogni angolo del mondo, possiamo ben immaginare come siano andate le cose… Federico era partito da Rimini giovanissimo, e a Roma aveva realizzato decine e decine di grandi capolavori, facendo continuamente riferimento alla provincia che aveva lasciato, alla sua città, alla sua Rimini.

 

Un’eredità più grande della nostra città: e questo fu subito ben chiaro a molti. Anche noi, in quell’autunno, capimmo subito che non sarebbe stato facile; ed ecco le parole di quei giorni:

A mezzogiorno di domenica 31 ottobre il più grande tra i registi italiani ci ha lasciato per sempre. Ma definirlo soltanto un regista ci sembra un po’ riduttivo: tutti hanno ben presente, oltre ai capolavori cinematografici, la multiformità del suo genio; i suoi scritti, i suoi disegni, le interviste che ha concesso – in definitiva il suo talento e la sua arguzia – trovavano un po’ stretto persino lo sterminato mondo del cinema. Farà bene, quindi, la nostra città a dar vita ad un Centro che raccolga per i posteri – non solo italiani – questa poderosa e poliforme eredità di idee, poesia, intuizione… un istituto del cinema ed una Fondazione Fellini cui potrebbe convergere tutto il mondo…”

Da allora sono passati più di vent’anni, sono stati fatti molti tentativi, tante iniziative, ma solo ora siamo giunti alla vigilia dell’evento tanto atteso: la Casa intitolata a Fellini sarà inaugurata prima dell’estate 2017, e sarà la Casa del Cinema dedicata a Federico Fellini, che incorporerà anche la mitica sala cinematografica – “il Cinema Fulgor” – dove il regista bambino e poi adolescente vide i mitici film dell’epoca. Il progetto scenografico è stato affidato al grande Dante Ferretti, che si è ispirato alle sale cinematografiche anni ’30 e ’40.

Volete un’anteprima di quello che sarà il “Museo Fellini”? A quarant’anni dalla uscita in sala del film “Casanova”, il Comune di Rimini celebra quell’evento e quel capolavoro felliniano con una serie di iniziative, tra cui una mostra dal titolo Foto, oggetti e costumi dal set de Il Casanova di Federico Fellini, che rimarrà aperta fino a martedì 27 dicembre 2016 al Museo della Città di Rimini. Il Casanova è uno dei capolavori più visionari di Federico Fellini, il film considerato dallo stesso regista il suo più bello, più lucido, più rigoroso, più stilisticamente compiuto.

Giuliano Ghirardelli

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