In Romagna l’inverno finisce prima…

In Romagna l’inverno finisce prima…

art-1

La Romagna, si sa, ha deciso da tempo di non chiudere i battenti, di rimanere sempre sveglia. La sua frenesia di vita non esplode più soltanto d’estate. In ogni stagione deve dar prova della sua “voglia di protagonismo”! Da Natale a Capodanno, dall’Epifania a Carnevale, le iniziative e gli eventi crescono anno dopo anno. In primavera, poi, i suoi propositi si sposano con il desiderio di tutti – quasi fisiologico – di lasciare le città per fare un salto al mare. E il mare in primavera è soprattutto l’Adriatico (così a portata di mano), che azzurro e spumeggiante si perde in un orizzonte limpido, terso e frizzante: è l’aria nuova di Marzo e d’Aprile. E poi c’è la Pasqua di mezzo, mica da consumare in lidi troppo esotici. Va vissuta a due passi o quasi da casa, per respirare l’aria pura di un mare amico, a cui ognuno – si venga da Pavia o da Trento – è legato affettivamente. E qui scattano le sorprese. La Riviera ha decisamente puntato sul rinnovamento e sulla vitalità, a partire proprio da questi mesi che, fino a qualche hanno fa, erano considerati di “rodaggio”. Tutto è in movimento, nel vero senso della parola. Tutto è sport. Legato soprattutto al mare. Tutto è acquatico, a partire dai grandi parchi tematici, come “Oltremare” a Riccione, una struttura grandiosa quanto innovativa che riesce a mescolare la scienza e la storia – innanzitutto del mare – con il divertimento, e che non aspetta l’estate per alzare il sipario. Ma è anche la primavera delle biciclette e delle vele, con gare e regate a tutti i livelli. Nessuno, volendo, deve rimanerne escluso. In primavera, dunque, la Riviera Adriatica è una grande palestra all’aria aperta, dove qualsiasi passione sportiva può essere soddisfatta: i motori, la bicicletta, gli sport di spiaggia, quelli di tendenza, le arti marziali, il polo, il golf …

Ogni occasione, naturalmente, finisce in festa e… in gastronomia, lungo la spiaggia, sulle banchine dei porti o nelle darsene.  

Qualcuno, a questo punto, potrebbe chiedersi: “… e la Romagna tradizionale esiste ancora?”. Solo chi non ci conosce non sa che qui la Storia è sacra e inviolabile. Basterebbe fare un salto a Cesenatico, per rimanere sorpresi davanti ad un portocanale che è stato trasformato in un Museo (galleggiante), o a Santarcangelo di Romagna, dove un ristorante come “La Sangiovesa”, ricavato dalle cantine e dalle stalle di un’antico palazzo, è stato progettato e arredato da un poeta come Tonino Guerra, o a Longiano, che all’interno della sua Rocca Malatestiana, conservata gelosamente, offre la grande pittura italiana del Novecento, ecc. ecc. Senza scomodare Ravenna, capitale bizantina, capitale del mosaico, patrimonio dell’Umanità, o la Rimini romana e rinascimentale o la Faenza delle ceramiche antiche o moderne, industriali, artigianali o artistiche. Le occasioni, credeteci, sono tante, ed è sufficiente dare un’occhiata al nuovo “catalogo Montanari Tour 2016” per rendersene conto.

 

Giovannino Montanari

home-catalogo
home-calendario