Una Rivoluzione chiamata Turismo

Una Rivoluzione chiamata Turismo

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Per l’Italia, quella del turismo – e non ci sono più dubbi, neppure tra i politici! – è l’occasione principe per rilanciare l’iniziativa economica e i posti di lavoro.

Un’estate ricca di record, e non solo meteorologici. Un’estate come questa, nel Mondo, in Italia e in Romagna, non è un caso eccezionale: è il preludio ad una trasformazione radicale nei modi di vivere e di concepire i rapporti con gli altri, a qualsiasi paese essi appartengono; il Turismo può rappresentare uno strumento fondamentale – non l’unico, logicamente – per raggiungere il traguardo di un Mondo realmente e finalmente pacificato; oltre, naturalmente, all’affermazione di una nuova e potente economia planetaria, in grado di dare una mano anche alle aree sottosviluppate. Non mancano, purtroppo, gli attacchi diretti a questa “rivoluzione silenziosa”: gli attentati terroristici degli ultimi giorni lo testimoniano ampiamente. E la risposta non può non essere che quella di intensificare i nostri progetti e il nostro impegno, in quella che potremmo definire come l’economia (nonché cultura) dell’accoglienza e dell’ospitalità. Per l’Italia – e non ci sono più dubbi, neppure tra i politici! – è l’occasione principe per rilanciare l’iniziativa economica e i posti di lavoro, soprattutto dove sono sempre mancati (come non vedere la crescita del movimento turistico nel Salento, in Sicilia o in Sardegna?)

Lo avevamo già sostenuto alcuni anni fa, in una nostra pubblicazione (“Ospitare il Mondo”, che oggi potete leggere o scaricare gratuitamente dal sito della Montanari Tour):

“Rimaniamo comunque fra i maggiori poli turistici del pianeta, a dimostrazione che non è assolutamente velleitaria la scelta, per l’Italia, di privilegiare – con una rapida accelerazione o, meglio ancora, con un’inversione di marcia, sia dal punto di vista pubblico che privato – questo aspetto della nostra vita economica, culturale e sociale. Una svolta necessaria visto, tra l’altro, che l’Italia, in base a ripetuti sondaggi, risulta il Paese più ambito nei sogni e nell’immaginario della popolazione mondiale, e se ciò non si traduce il realtà è solo colpa delle nostre carenze, a partire da quelle promozionali e commerciali.

In questa nuova, imprevedibile ed incredibile situazione, il Turismo diventa, quindi, per l’Italia una soluzione decisiva e strategica, per uscire dall’apatia; e il nostro contributo – targato Romagna – può risultare, se non prezioso, quantomeno utile. Non dovrebbe risultare sproporzionata e infondata la convinzione di poter offrire, da questa area del Paese, una serie di suggerimenti dedicati al futuro del Turismo, al futuro della nazione.

La Romagna deve trovare il coraggio per trarre dalla propria esperienza – luci ed ombre comprese – indicazioni concrete da fornire alla politica italiana, per una politica non di piccolo cabotaggio, per una visione complessiva che attiene al ruolo dell’Italia nel Mondo: in un Mondo ridefinito dalla globalizzazione, in cui si moltiplicano le occasioni di viaggio e di trasferimento per miliardi di esseri umani.”

Cosa ne dite di una conferenza – promossa dalla Romagna – che avesse l’obiettivo, preciso e concreto, di fornire consigli e suggerimenti alla politica turistica nazionale? Cioè a tutti noi.

Giovannino Montanari

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