Rimini e la sua metamorfosi

Rimini e la sua metamorfosi

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Quando l’autostima di una piccola metropoli sul mare cresce a buon diritto.

 

Tutta la Riviera ha puntato a rinnovarsi. I riminesi, però, questa volta sono particolarmente orgogliosi di quello che hanno preparato, di cosa l’amministrazione comunale è riuscita a metter in campo, con l’aiuto, beninteso, di tutta la comunità, operatori in testa. Oltre ad una Fiera e ad un Palazzo dei Congressi avveniristici, ora è il turno del Centro Storico di offrirsi agli ospiti e ai concittadini completamente “trasformato”: adesso si può dire che si presenta come un vero e proprio salotto, dove la sua Storia – valorizzata al massimo – si sposa con la vitalità delle sue attività culturali e  commerciali; i punti di ritrovo sono cresciuti impetuosamente, sia nel cuore della città, sia nei Borghi che lo circondano. Come dire: Rimini non possiede solo un numero di alberghi da guinnes dei primati! Questo “salotto” lo si trova al di là della ferrovia, nella città fondata dai romani nel lontano 268 a.C…. e rilanciata, alla grande, durante il Rinascimento, dalla Signoria del posto: i Malatesta, i quali affidarono a Leon Battista Alberti l’incarico di realizzare un Tempio a loro dedicato. Fu creata una grande opera d’arte – il Tempio Malatestiano, appunto, un monumento-capolavoro, massima espressione dell’Umanesimo e della sua architettura – che possiede le immagini e le linee delle maggiori vestigia romane presenti nella cittadina: il Ponte di Tiberio e l’Arco d’Augusto. E se, a queste grandi testimonianze, ci aggiungete il Corso “felliniano”, quello descritto e raccontato in “Amarcord”, avrete già un’idea del cuore della vecchia Rimini, del suo centro storico. All’Arco arriva, e finisce, la consolare Flaminia e dal Ponte di Tiberio parte la Via Emilia.  A tutto ciò, recentemente, si sono aggiunti interventi straordinari, tali da rinnovarle completamente il suo fascino: dalla ricostruzione del grandioso, e ottocentesco, Teatro Galli alla ristrutturazione e rilancio del Cinema Fulgor (base di partenza per la realizzazione – in atto – del museo diffuso dedicato a Federico Fellini), dalla sistemazione di tutta l’area che circonda il Ponte di Tiberio agli interventi volti a recuperare completamente il Castello di Sigismondo Malatesta; dal rinnovamento di tutto l’arredo urbano al potenziamento di tutti i contenitori culturali della città… Senza dimenticare che, lungo la marina, anche la storia dell’ospitalità ha i suoi miti e le sue architetture di pregio, con in prima fila il leggendario Grand Hotel.

Bianca Bezzi

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