Quell’agricoltura dentro di noi…

Quell’agricoltura dentro di noi…

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In punta di piedi sta tornando, quasi a livello di massa, la passione per la terra, per le piante, per i fiori. Con i pensionati, nuovi o vecchi, in prima fila.

Per un certo periodo l’argomento principale era quello: la necessità e l’arte del camminare; intesa come una sorte di pellegrinaggio laico, attraverso sentieri originali e significativi, ancor più del semplice jogging, esercizio quotidiano nei parchi.

Ma ora c’è dell’altro. C’è un fenomeno che sta affiorando alla grande, sia come pratica attiva che come argomento à la page nelle cene conviviali: il giardinaggio.

La passione per il giardinaggio, ma anche per la coltivazione di un piccolo orto, per il contatto ravvicinato con il terreno, con le piante, sta coinvolgendo tanti pensionati, soprattutto. Più di un hobby sta diventando quasi una passione esclusiva. Una moda (chi non ricorda l’affascinante Michelle Obama nel piccolo orto della Casa Bianca?).

Sicuramente una pratica anti-stress, all’aria aperta, per disintossicarsi da tossine e dal cattivo umore. Ma pure una cultura ed una competenza da accumulare e a volte… da esibire: dalla pianta sempreverde alle erbe aromatiche, dal gelsomino alle ortensie, senza trascurare i pomodori, le melanzane e la lattuga per i piccoli orti.

E allora? Allora noi buttiamo là un’ipotesi: che questa passione diffusa contenga al suo interno, in forma miniaturizzata, un richiamo atavico… a quell’agricoltura da cui tutti proveniamo. Bastano pochi metri quadrati per tornare ad un passato che continuiamo ad avere dentro di noi.

Infine, sempre in questa direzione, la Montanari Tour sta progettando un’escursione nella Valmarecchia, nella nuova e nella vecchia agricoltura. E precisamente a Montebello, per una visita speciale al Museo del Miele. 

Il miele è il prodotto principe dell’attività di raccolta delle api e i legami tra l’uomo e questi insetti risalgono ai primi millenni della storia. Gli sciami naturali di api e l’allevamento poi, hanno rappresentato per secoli, o meglio per millenni, le sole fonti di sostanze zuccherine nell’alimentazione umana. Intorno al laborioso insetto sono nate credenze popolari, tradizioni e usanze; il comportamento delle api, riunite in particolari forme societarie, ha suggerito suggestive comparazioni con le organizzazioni sociali umane. La produzione del miele, con gli stretti legami all’ambiente naturale e a quello antropizzato, in particolare all’attuale difficile rapporto con l’agricoltura, rappresenta oggi un motivo per fermarsi a pensare alla gestione del territorio, alla sensibilizzazione delle nuove generazioni dei temi dell’ambiente e delle sue fragilità. Il Museo del Miele di Montebello raccoglie documentazione, testimonianze, tradizioni e tipicità locali, per far conoscere meglio il miele e il suo utilizzo, l’attività della sua produzione, l’apicoltura, e i suoi legami con il territorio e l’agricoltura.

Alexia Vanni

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