Quei due, i più grandi della nostra Storia, destinati a convivere

Quei due, i più grandi della nostra Storia, destinati a convivere

art-3

Sigismondo Malatesta e Federico Fellini

Rimini nel 2020 completerà un’operazione straordinaria quanto originale, forse stravagante: ultimerà il restauro e la rivalutazione di Castelsismondo, inserendo al suo interno gran parte del museo internazionale dedicato al suo più illustre concittadino, Federico Fellini. Il più illustre di tutti?  Il più famoso? La graduatoria fra personaggi storici non ha molto senso. Ma è indubbio, però, che nelle vicende riminesi c’è un altro grande, grandioso personaggio: Sigismondo Malatesta!

Vissuto 500 anni prima del nostro regista, Sigismondo è emerso come importante protagonista nell’Italia del Quattrocento: famoso condottiero, spregiudicato e valoroso capitano di ventura, alla guida del suo piccolo Stato e al servizio di grandi potenti dello scacchiere (frazionatissimo) d’Italia, alleandosi o combattendoli, di volta in volta, alternando e ribaltando alleanze. Dal Papa alla Serenissima, dagli Sforza a Federico da Montefeltro (quasi sempre come nemico), dagli Aragona agli Angioini…

Le cento battaglie, anche contro i Turchi, e le casse spesso e volentieri in difficoltà, non impedirono a Sigismondo di far decollare a Rimini una stagione culturale di grande livello, con artisti e architetti provenienti dalle migliori corti italiane. I risultati di tale mecenatismo (destinato, prevalentemente, ad immortalare le vicende della famiglia Malatesta) sono sotto gli occhi di tutti, a partire da quel capolavoro del Rinascimento che è il Tempio Malatestiano.

Una personalità fortissima, in guerra contro il suo secolo, che aveva la sua sede principale in un potente complesso edilizio difensivo, completato da un progetto di Filippo Brunelleschi, Castelsismondo appunto. Che per tanti decenni del Novecento rimase in un particolare stato di abbandono. Ed è proprio Fellini, in un brano de “La mia Rimini” a descriverci le condizioni di quella costruzione, in base ai suoi ricordi datati anni ’30:

 

… La Rocca, la prigione di Francesca, era, allora, piena di ladruncoli di sacchi di cemento e di ubriachi. Quel tozzo e tetro edificio m’è sempre rimasto in testa come una presenza nera, nel ricordo della mia città.

Davanti alla Rocca c’era un piazzale polveroso, sul quale sostavano i circhi: un piazzalone sbilenco, dove finiva la città. Il clown Pierino si esibiva col suo circo, scambiando invettive coi carcerati che, attraverso le sbarre delle finestre, gridavano cose tremende alle cavallerizze …

 

Nel 2020, però, Rimini restituirà ai suoi cittadini e ai suoi ospiti quest’opera architettonica di grande prestigio, riportata all’antico splendore. Non solo. Entro l’anno sarà completata la realizzazione, al suo interno, della sede principale del grande Museo Fellini (un “museo diffuso” nel cuore del centro storico).

Forse non sarebbe una forzatura cercare di individuare cosa accomuna queste due grandi personalità (ora “costrette a convivere”). L’interesse per l’arte, per la creatività. Sicuramente. Ma come non vedere la grande autonomia che è alla base delle loro scelte di vita: in Sigismondo nei confronti del potere armato, dell’epoca, sia temporale che religioso. Mentre Federico Fellini, molto più pacificamente, ha avuto la forza e l’intelligenza per non farsi irretire dalle ideologie dominanti nel suo Novecento.

 

Biagio Riva 

home-catalogo home-calendario