Quando la Costa diventa un unico grandioso palcoscenico

Quando la Costa diventa un unico grandioso palcoscenico

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Un bilancio di fine anno può partire anche da lontano, da quando qui da noi, ma ugualmente in tutta Italia, la gente abbandonò l’agricoltura per salire, o scendere, nelle città. A fare tutt’altro. Ci siamo poi pentiti di quell’abbandono così precipitoso. Come saremmo pronti a pentirci, un domani, se analogo comportamento si ripetesse con il Turismo. Ma andiamo con ordine: ci fu un tempo, dunque, lunghissimo, plurisecolare, in cui si puntava tutto sull’agricoltura. Ovunque si vedeva e si individuava terra da coltivare. Anche gli acquitrini e le paludi dovevano essere bonificate per offrire il proprio contributo di frumento o di ortaggi. In pieno Rinascimento si è proceduto a grandi operazioni ‘idrauliche’ per riempire di terra le sacche naturali, createsi nel delta del Po, o per spostare il corso del grande fiume. L’Emilia Romagna, quindi, presenta sul lato Adriatico una “geografia variabile”: terre ad acque mescolate assieme in un paesaggio plasmato continuamente dalla Natura e dalla Storia, dallo scorrere del tempo e dei fiumi, ma anche dalle decisioni dei Duchi, dei Papi o dei Dogi… Ma le novità riguardano anche l’ultimo secolo, addirittura gli ultimi cinquant’anni: sulla costa, recentemente (si fa per dire) si è affacciato un altro ‘protagonista’, che ha rubato la scena all’agricoltura di sempre; anche la giovane industria è stata surclassata da quel fenomeno dei nostri tempi che va sotto il nome di Turismo. Sono sorte, a sud del Delta, tante nuove località, tutte dedicate all’ospitalità, il cui epicentro è Rimini. Risalendo la costa da Cattolica (ultima cittadina prima delle Marche), e procedendo verso nord, si accentua progressivamente il paesaggio determinato dal Delta del Po: dai canali attorno a Cesenatico alle saline che lambiscono Cervia e Milano Marittima, dalle valli che sembrano isolare e proteggere Ravenna alle grandi distese d’acqua che vanno da Comacchio a primi rami del Po. Ma se c’è una cosa che ha finito per caratterizzare tutto il territorio, tutta la costa, è l’arenile: quella spiaggia dorata, ampia, continua, curata, dotata di ogni comfort, lungo la quale è cresciuta una rete di migliaia e migliaia di alberghi. Tutte in fila tante località, che negli anni ’70, per resistere alla concorrenza decisero di fare pubblicità e promozione insieme, di comune accordo. Ma ora, oltre alla propaganda collettiva, si è cominciato a produrre qualcos’altro: a dar vita a dei mega-eventi che, contemporaneamente, animano ogni angolo della Riviera. La prima iniziativa comune è stata La Notte Rosa che, giunta alla sua 12a edizione, si svolgerà prossimamente a partire da Venerdì 7 Luglio 2017, con centinaia di occasioni di intrattenimento da Comacchio a Cattolica. E, poi, fra pochi giorni avrà inizio il Capodanno più lungo del mondo, a partire dalla grande attrattiva della città di Rimini e dagli appuntamenti organizzati lungo tutta la riviera (grandi concerti in piazza, discoteche e pub al meglio delle loro possibilità, piste del ghiaccio, veglioni e cenoni ovunque…). Senza dimenticare la neonata Notte del Liscio, legata al rilancio del ballo romagnolo per antonomasia: il Liscio; il tutto a partire dal successo della sua prima edizione, svoltasi dal 21 al 24 luglio 2016 in Romagna, in Riviera (da Comacchio a Cattolica) e nell’entroterra, con spettacoli e serate dedicate al ballo liscio e alla musica tradizionale, eseguita dalle più famose orchestre – specializzate in questo genere di musica – assieme alle reinterpretazioni degli artisti contemporanei, con scuole di ballo provenienti da tutta Italia: il tutto su palchi allestiti lungo le spiagge e nelle piazze della Romagna. E per la seconda edizione si pensa ad un periodo di Giugno o Settembre 2017. Vi aspettiamo.

 

Giovannino Montanari

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