Quando un Centro Sociale scrive la storia della propria piccola città, attraverso i ricordi dei nonni e l’amore dei nipoti

Quando un Centro Sociale scrive la storia della propria piccola città, attraverso i ricordi dei nonni e l’amore dei nipoti

Questa è l’operazione riuscita al Centro Sociale “Centro Storico” di Civita Castellana, in provincia di Viterbo.

Civita Castellana, con il Duomo dei Cosmati del 1210 e il Forte Sangallo, con la natura selvaggia che irrompe nel paesaggio cittadino attraverso le forre scavate dai fiumi, fino alle ciminiere della ex Fabbrica Marcantoni, luogo simbolo della tradizione ceramica del paese, ma soprattutto con la storia di donne e di uomini che hanno affrontato la guerra, i bombardamenti, il lavoro duro iniziato da piccoli: una grande ricerca corale che ha coinvolto un po’ tutti, nonni e nipoti, scuole, diari, interviste, poesie e foto, componendo un ritratto di una comunità civile, seria, onesta. Un lavoro pubblicato completamente in un sostanzioso libro, dal titolo “Nonni e nipoti di Civita Castellana raccontano” – Storie, testimonianze, poesie, ritratti (con 69 illustrazioni fuori testo).

L’insieme permette di tracciare l’affresco di una cittadina di provincia prima, durante e dopo la guerra: con sincerità, senza nascondere nulla dei contrasti politici e sociali, delle difficoltà materiali, della piccola e dura vita quotidiana, come sfollati nelle grotte, come operai ceramisti, come ragazzini e giovani in cerca di futuro, di libertà, di cultura…

Torneremo a parlare di questo “racconto corale”, portando in primo piano alcune storie significative.

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