Qualche considerazione stravagante, a ruota libera, sul turismo di ieri e di domani

Qualche considerazione stravagante, a ruota libera, sul turismo di ieri e di domani

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E Ravenna dov’è? A destra di Mirabilandia!

 

Ah, se fossimo un grande popolo, se fossimo un grande paese… e invece dobbiamo accontentarci. Siamo come quelle persone che ricevendo una grossa eredità dimostrano chiaramente di non esserne all’altezza. La Storia ha lasciato all’Italia un’eredità unica, incalcolabile, fatta di centri storici e di paesaggi agrari da mozzafiato. Per non parlare dell’arte. E di alcuni angoli di natura incontaminata (fortunatamente ancora numerosi).

Pensate a Ravenna: punto d’incontro della civiltà romana con quella bizantina, avvolta – e isolata (si fa per dire) dalla restante Italia – da pinete e paludi, collegata al mare da uno storico canale. Tra macchie mediterranee, valli, spiagge in gran parte ancora selvagge, si staglia, laggiù in fondo, Ravenna. Una capitale sempre da scoprire, lungo quella strada che da Rimini va verso il nord, costeggiando l’Adriatico: così l’immagine del viaggio che ogni volta ci attendeva e sorprendeva. Così… fino a qualche anno fa. Ora è diverso. Andando in auto a Ravenna, prima di arrivarci troverete una grande deviazione. Pensate di essere arrivati. E invece no: quella deviazione è stata fatta per agevolare e magnificare qualcos’altro. Alle porte di quella meravigliosa città, c’è un’altra ‘meraviglia’ che viene presentata con molta più enfasi della capitale bizantina: è Mirabilandia, un enorme luna park. Un parco tematico, come si dice oggi. Per il quale sono stati distrutti centinaia e centinaia di ettari, di bella campagna alla porte della città. Si dirà: ma quel complesso ha offerto molti posti di lavoro! Perché, quanti ne può offrire una realtà come Ravenna, se sapientemente valorizzata e conservata? Non solo. Il turismo evoluto di oggi può offrire le risorse economiche per salvaguardare i beni culturali e ambientali. Sempreché  non vengano compromessi prima.

Di questo devono essere convinti i cittadini, gli amministratori e gli operatori turistici.

Qualche anno fa i nostri ‘leader del turismo’ avrebbero fatto carte false per radere al suolo le campagne della Romagna: si doveva far posto a quella Disneyland che, poi, per volontà degli americani è stata costruita in Francia.

 

E Sarsina si è salvata?

Se invece andate a Sarsina, nella verde Valle del Savio, troverete, per un lungo tratto, il fiume e la stessa valle come sepolti dagli svincoli e dai viadotti della Superstrada, la famosa E45.

A Sarsina, quindi, capitale europea dell’esorcismo, dove le guarigioni dal “male oscuro” sono frequenti, non è servito a nulla il collare di San Vicinio. Non è servito a quegli indemoniati posseduti… dal cemento.

 

E Tony Blair dove va in vacanza?

Uno dei personaggi più rispettati e stimati al mondo, oggi come ieri, è Tony Blair. A lui pensavano, qualche anno fa, per il premio Nobel della Pace. Blair interpreta a grandi livelli quella saggezza e quella cultura democratica che l’Inghilterra può insegnare al mondo. Bella anche la sua famiglia. Con una moglie colta e sensibile come lui.

Bene. E dove andava in vacanza la famiglia Blair?

Trascorreva le proprie ferie nella campagna Toscana, vicino a San Gimignano.

Morale: chissà se siamo riusciti  a capire il valore del nostro vecchio paesaggio agrario, della campagna, dei boschi, dei piccoli e grandi centri storici, dei borghi medievali, dell’edilizia rurale…

Con tutto il rispetto per il Progresso, per i Grandi Parchi Tematici e per le comode Superstrade…

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