Può una regione, una terra, considerarsi “matura”?

Può una regione, una terra, considerarsi “matura”?

Può passare, col tempo, con il trascorrere dei decenni, da una fase convulsa e immatura ad un “regime di saggezza”?
Proviamo a fare i conti con la storia e l’attualità dell’Emilia Romagna, con la nostra regione. Cos’è successo della sua cultura e passione politica che, assieme ai tanti aspetti negativi sperimentati nell’ 800 e nel 900, presentavano pure tante conquiste positive? Tutto sembrava finito, travolto dalla modernità imperante.
Dove sono finiti gli aspetti migliori che avevano accompagnato (pur essendo di natura notevolmente diversa) i conati rivoluzionari, estremisti e massimalisti, lungo più di un secolo, e che vanno identificati in quello spirito di solidarietà che aveva fatto nascere le prime società di mutuo soccorso, le prime cooperative, che aveva dato vita alla grande stagione dell’associazionismo? Non tutto è andato perso. Anzi. Oggi, accantonato definitivamente lo spirito ribellistico, irruento, la nostra comunità ha riscoperto, va riscoprendo il valore centrale e strategico della vera collaborazione, della vera cooperazione fra le persone, fra le imprese: rinasce, dunque, depurata dalla scorie della deformazione politica, la volontà di “mettersi insieme”, ricollegandosi a quella socialità che aveva, in fondo, sempre caratterizzato la gente di Romagna.
Ad un periodo di grande “immaturità” – connotato dalla violenza e dal fanatismo politico – oggi si va affermando, e riconfermando, quello che di buono e di originale l’esperienza storica ha sedimentato e segnalato. Ed è questa la Romagna, l’Emilia, che vorremmo invitarvi ad incontrare.

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