Proviamo a chiederlo a Fellini

Proviamo a chiederlo a Fellini

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Cosa ne pensa di Rimini e cosa ci consiglia di vedere.

 

La prima frase che citiamo, scritta nel letto dell’ospedale, esprime un richiamo diretto ed esplicito alla nostra cultura dell’ospitalità. Direi di più: in due righe riassume quella che potrebbe essere la “missione” della nostra città, il suo vero programma per il futuro.

 

“Sono contento di essere nato da queste parti e voglio augurare ai miei compaesani di saper mantenere, nonostante i tempi bui, questo slancio generoso verso i valori dell’amicizia e della vita…”

Federico Fellini (da una lettera al sindaco di Rimini, 1993)

 

Mentre le seguenti frasi sono tratte, invece, da “La mia Rimini” di Federico Fellini, 1967. Il grande regista è sorpreso e stupito dal boom turistico fatto registrare dalla sua città.

 

“…questa che vedo è una Rimini che non finisce più…”

 

“Ora il buio non c’è più…. Luce, dovunque: la notte è sparita, si è allontanata nel cielo e nel mare…”

 

Poi ascoltiamolo – un uomo geniale come Federico Fellini, che la sua Rimini l’aveva ‘dentro’ anche se ci tornava raramente – mentre parla o scrive, che so, del Tempio Malatestiano

 

“… che d’estate diventava ancora più bianco, un osso di seppia, e la notte faceva luce come la luna…”

 

oppure di quello strano monumento, in fondo al Corso, verso il ponte di Tiberio

 

“… la Chiesa dei Servi era quell’immenso muraglione senza finestre che veniva subito dopo il cinema Fulgor. Per anni non mi sono accorto che era una chiesa perché la facciata e l’ingresso erano nascosti in una piazzetta sempre ingombra delle tende di un mercato…”

 

I geni, con il loro coraggio e la loro intelligenza, sono rari come le stelle all’alba!

Brillano e attraggono. Ed è per questo che, da tutto il mondo, c’è gente che viene a Rimini e chiede di visitare i luoghi, e di incontrare i personaggi legati a Federico Fellini, alla sua vicenda di uomo e di artista. Nel 2020, a cent’anni dalla sua nascita, la città sarà pronta per ricordarlo al massimo delle sue possibilità.

 

Nicola Tomelli

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