Più ricchi o più poveri?

Più ricchi o più poveri?

Lo sostenevamo da tempo che, nell’ambito della terza età, bisognava con coraggio formulare valutazioni alternative, controcorrente, rispetto allo stereotipo di uso comune: cioè di una visione che parla dei meno giovani della nostra società in termini esclusivamente pauperistici, raffigurandoli sempre più poveri, isolati, nullafacenti… mentre c’è invece chi non ha paura di descriverli sempre più ricchi ed ingegnosi. Stiamo, logicamente, parlando di un ritratto, quest’ultimo, che raffigura e interpreta solo una parte, seppur cospicua, di quella grande galassia degli over 60/ over 65, in Italia. Una novità che sicuramente farà tendenza, e che forse ci parla del futuro più di tanti programmi politici o sindacali. Ed è proprio il CENSIS, come solitamente sa fare, a registrare certi mutamenti. Secondo una sua recente indagine, gli over 70 detengono oggi il 34,2 per cento della ricchezza familiare totale in Italia. Nel 2002 la percentuale era del 28,4 per cento, nel 1991 appena del 19,3 per cento. Un aumento del patrimonio, emerso con più chiarezza da quando è venuto meno il divieto del cumulo tra pensione e reddito da lavoro (certe entrate prima non si vedevano…).

Una buona notizia per le famiglie italiane: perché è soprattutto all’aiuto economico verso figli e nipoti che gli anziani destinano il proprio “tesoretto”.

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