Pensionati, periferie e quartieri d’Italia – Parte prima. Il decalogo del Buon Abitante di quartiere.

Pensionati, periferie e quartieri d’Italia – Parte prima. Il decalogo del Buon Abitante di quartiere.

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Parte prima. Il decalogo del Buon Abitante di quartiere.

Un pensionato ha scritto, a partire dal suo vissuto di periferia, un decalogo dedicato ai concittadini del suo quartiere, in gran parte composto da case popolari. Un decalogo pieno di buoni propositi (troppi per l’aria che tira?). Eccolo.

* Il Buon abitante saluta e sorride agli altri (senza aver paura di essere il primo a farlo)

* Ed è d’accordo con quell’anonimo che ha scritto su internet: “un sorriso costa meno della corrente elettrica, ma dà più luce”

* Cerca di offrire il suo contributo per non trasformare il condominio (e le relative riunioni) in un “campo di battaglia”

* Se può fa la spesa nei negozi sotto casa (che sono la vita del quartiere)

* Nel bar non alza la voce (anche se è juventino), ma ascolta pazientemente le ragioni degli altri avventori (meno fortunati)

* Sa bene che i racconti degli anziani, che non si stancherebbe mai di ascoltare, sono preziosi quanto i buoni film di storia

* Il Buon abitante, di qualunque nazionalità egli sia, deve essere orgoglioso di vivere in un quartiere divenuto specchio del Mondo

* Sa bene che l’amicizia fra la gente non si esaurisce su Facebook

* Quando percorre in macchina lo stradone che porta al suo quartiere è cosciente di non essere all’autodromo di Monza

* Si rende conto che il Mondo non finisce sul marciapiede di casa sua… anche se dissestato.

 

Giuliano Ghirardelli

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