Pensionati, periferie e quartieri d’Italia – Parte seconda. Cosa fa un pensionato quando non fa nulla.

Pensionati, periferie e quartieri d’Italia – Parte seconda. Cosa fa un pensionato quando non fa nulla.

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Parte seconda. Cosa fa un pensionato quando non fa nulla.

Lui è uno di quei pensionati che ha deciso – stando a quello che dice – di non fare proprio nulla. Non è vecchio, neppure anziano: ha avuto la fortuna di andare in pensione presto, addirittura prima della moglie. Nella vita ha fatto le cose per bene, ed ora non gli manca niente. I figli son ben sistemati. C’ha pure una casetta al sud, ereditata dai suoi, utile per farci una vacanza ogni tanto. Lo trovo spesso nel solito bar, dove ultimamente l’ho voluto proprio interrogare su come passava il tempo, su come trascorreva l’intera giornata.

Dapprima mi ha risposto in maniera sconsolata: “non ho più voglia di leggere un libro, come mi capitava una volta, ora passo il tempo facendo i cruciverba…”. Poi, incalzato dalle mie domande, ha cercato di offrirmi un quadro più completo delle sue occupazioni giornaliere:

“La mattina mi sveglio alle sei con la musica e, rimanendo a letto, ascolto il giornale-radio e tutta la rassegna stampa; poi alle otto scendo sempre nel bar vicino casa per un caffè e per leggere la

cronaca locale; qualche volta la mattina vado al Sindacato e come volontario raccolgo le firme necessarie alle varie petizioni; però, due volte alla settimana, faccio un salto in bicicletta al mercato ortofrutticolo, il mercoledì e il sabato.”

Mentre con un gruppo di amici, pensionati pure loro, con i quali sempre si intrattiene, sia nel bar che nella piazzetta del quartiere, ogni giorno fa la sua bella camminata, magari per arrivare in centro o nel parco più vicino. Lo fa tutti i giorni, o di mattina o di pomeriggio, come toccasana ormai divenuto obbligatorio. “A volte a mezzogiorno, in attesa che arrivi mia moglie, mi metto ai fornelli, poi nel pomeriggio evito la pennichella, preferisco uscire per ritrovarmi con i soliti amici…”

Ma quando entra nel suo bar e non ci trova nessuno – può capitare – gli prende un leggero, leggerissimo sconforto; ci pensa un attimo poi va a trovare l’amico negoziante, con il quale la conversazione vede all’ordine del giorno sempre gli stessi argomenti: l’instabilità del tempo, aggravata da previsioni mai completamente ottimiste; le sorti del calcio italiano, in passato croce e delizia, oggi solo un boccone amaro difficile da digerire; la politica odierna più indecifrabile che mai e dove gli schemi ideologici di un tempo non servono più.

La sera va a letto presto. All’alba lo attendono le notizie dal mondo. 

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