1. Partiamo con il vento in poppa!

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Dopo l’entusiasmante successo del Capodanno in Riviera, è aumentata la fiducia verso nuove ed innovative proposte turistiche

Pian piano ci siamo arrivati. Ora si può parlare di una affermazione totale della nostra Riviera anche come meta privilegiata per le vacanze natalizie e, soprattutto, per il Capodanno. Una tendenza che cresceva e si affermava ogni anno di più, e che nel 2018 ha raggiunto livelli impensabili: lungo la costa, alberghi, ristoranti, negozi, attrattive di ogni tipo, aperti e scintillanti – grazie agli addobbi festivi – hanno creato un clima da “piccolo ferragosto” invernale. Rimini, epicentro del fenomeno, ha inaugurato una formula decisamente originale: spettacoli e animazione abbinati all’intrattenimento culturale, quasi tutto in contemporanea; all’accoglienza della “marina” si collegava l’exploit del “centro storico”, ovvero una sorpresa inaspettata per gli ospiti (ma anche per tantissimi concittadini): il rinato teatro ottocentesco e la rocca malatestiana al centro di tante iniziative (compreso il felliniano “Fulgor”), musei aperti a tutte le ore, mercatini, cantinette, ristoranti e negozi attivi ad oltranza, luci, addobbi e musica ovunque, con una invasione di pubblico, divertito e attento. Un risultato grandioso, credetemi, dovuto all’impegno di tutti i nostri operatori, sotto la regia dello “scatenato” Sindaco di Rimini, Andrea Gnassi, nonché Presidente di “Destinazione Turistica Romagna”, che in quest’ultima veste si è impegnato anche nella comunicazione e nella promozione degli eventi del periodo, che riguardavano tutte le località della Riviera. Le sue dichiarazioni di questi giorni, e la sintesi che esse racchiudono, rappresentano fedelmente i risultati raggiunti e gli obiettivi raggiungibili:

 “Numeri e presenza mediatica restituiscono un bilancio straordinario del Capodanno a Rimini e, in generale, delle festività di fine anno sull’intero perimetro della Romagna. Indubbiamente si è riusciti a ‘inventare’ un prodotto articolato e forte, là dove sino a pochi anni fa erano territorialmente sporadici gli eventi, benché di alto impatto. Il numero di strutture ricettive aperte per queste festività è 10 volte superiore a quello di inizio millennio; la stessa rete di spettacoli, che ha raggiunto praticamente ogni città da Cattolica a Ferrara, collina compresa, mette in luce la ormai avvenuta ‘infrastrutturazione’ del segmento invernale del turismo locale, apprestandosi ormai a chiudere con il boom del palinsesto di spettacoli di fine anno il cerchio della cosiddetta ‘destagionalizzazione’, le cui distanze erano già state sensibilmente ridotte negli anni dagli investimenti sul fieristico e sul congressuale.”

Come dire: la Romagna è matura per diventare grande punto di ritrovo e di incontro, a livello nazione ed internazionale, senza limiti stagionali. Ne possiede tutte le risorse. 

Giovannino Montanari

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