Una pagina importante della nostra storia

Una pagina importante della nostra storia

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E con l’occasione come non ricordare uno dei protagonisti (scomparso recentemente) di quelle grandi stagioni dell’ospitalità

“Il futuro del nostro turismo sta nel saper coniugare l’esperienza del passato con le esigenze del mondo moderno”, così sosteneva Anna Biotti, qualche anno fa. Aveva, quindi, già pronosticato da tempo l’avvenire della costa romagnola. Lei, albergatrice di vocazione e di famiglia, che aveva conosciuto dal vivo le grandi stagioni degli anni ’60, per modestia e per senso della misura, non ci teneva, però, a sottolineare il ruolo strategico delle donne nel turismo di ieri e di oggi. Invece le cose stanno proprio così: il successo della riviera si deve in gran parte a quella capacità di direzione esercitata dal gentil sesso. Quelle donne romagnole così emancipate, per quei tempi: protagoniste, in prima fila, nella gestione degli alberghi e dei ristoranti. Tanti piccoli hotel, tutti o quasi costruiti in proprio, e gestiti da famiglie che avevano lasciato alle spalle lavori ben più duri e meno remunerativi: felici di accogliere e di servire chi, magari, in vacanza ci andava per la prima volta. Ognuno era soddisfatto del nuovo ‘status’, di imprenditore o di turista. C’erano tutte le premesse di un successo. Che non è mancato.

E siccome in Romagna è facile mettersi insieme, oggi, quella storia ha indossato i panni moderni di un Consorzio, o di una Cooperativa, o di un Club di prodotto…

Come vedete non si è trattato solo di una breve e felice stagione – quella della Romagna maestra di ospitalità -, anzi è una storia che viene da lontano (addirittura da quell’armamentario dell’identità ottocentesca – soprattutto romagnola – fatto di associazionismo e cooperazione) e che deve proiettarsi con forza anche nel futuro.

Quante cose ci sono dentro la nostra Romagna!!? … Ecco perché non è sbagliato interrogarsi e chiedersi di “quale Romagna andare orgogliosi”.

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