Noi che siamo donne paura non abbiamo

Noi che siamo donne paura non abbiamo

Da pochi giorni è passata la Festa della Donna, e forse la parola che deve rappresentare questa festa è identità.

Il maschio medio italiano non ha fatto molti progressi sostanziali nell’approccio con l’altro sesso: le vicende e i fatti che troviamo quasi quotidianamente sui giornali ce ne danno una conferma.

A voler raccontare la storia delle donne al femminile significa raccontare secoli di soprusi e limitazioni della libertà; dovrei farvi un elenco infinito di donne considerate solo per la loro esteriorità, impegnate esclusivamente per i lavori domestici o relegate ai ruoli subalterni.

Le conquiste delle donne risalgono solo a pochi decenni fa, quelle conquiste che ora sembrano ovvie.

Pensate, le donne hanno votato la prima volta solo nel 1946.

Hanno avuto il diritto all’aborto nel 1981.

Hanno avuto il diritto al divorzio nel 1976.

Solo nel 1969 è stato legalmente abolito il carcere per la donna adultera.

Anche nella letteratura come nella pittura la figura femminile rappresentava un corollario mai in primo piano. La migliore montatrice dei film di Roberto Rossellini era una donna e compariva esclusivamente nei titoli di coda scritta in piccolo.

Le donne non devono dimenticare questa storia, e si può avanzare solo se non scenderemo a compromessi, educando i propri figli a nuovi ruoli.

 

Bianca Bezzi

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