Sotto l’ombrellone a discutere di “vitelloni” e “bamboccioni”

Sotto l’ombrellone a discutere di “vitelloni” e “bamboccioni”

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Parte prima

Le signore, le mogli, hanno lasciato da poco i mariti, due pensionati, a discutere da soli sotto l’ombrellone. Loro sono andate a fare un salto al mercatino settimanale, che si svolge lì vicino, sul lungomare. Siamo sotto Ferragosto, e sulle spiagge italiane – adriatiche nel nostro caso (romagnole per essere precisi) – l’estate è esplosa improvvisa a dispetto di previsioni desolanti. I due signori sotto l’ombrellone – a debita distanza – spesso finiscono col parlare dei propri nipoti. I pronipoti sono alle porte. Ma questa mattina il discorso si è esteso all’intera gioventù, con il tentativo di approdare ad una riflessione e a delle valutazioni sincere, e pure approfondite se fosse possibile.

Senti ti devo dire, ti devo confessare che quando vedo quella folla di giovani in piedi di fronte ai bar o agli altri locali, io provo come un sentimento di estraneità: sento salire dentro di me come una sorta di giudizio negativo. Tutti quegli assembramenti – tra l’altro oggi come oggi pericolosi – in quella che chiamano “movida” … una parola di cui non mi è chiaro il significato… ragazzi e ragazze con il bicchiere in mano, eleganti, in un clima scintillante, che ridono e scherzano in continuazione. Chi sono, cosa si diranno mai? E, poi, la mattina andranno a lavorare?  Ma forse sono io che non ho capito niente… che non ho capito neppure i miei nipoti…

 

L’amico, pensionato pure lui, dopo averlo ascoltato con attenzione, e dopo averci meditato sopra un attimo in più, gli rivolge un discorso, nei suoi propositi e nel tono, amichevole e amabile:

Caro Valerio, non ti ricordi come si svolgeva la vita ai nostri tempi? Da giovani, ma anche da sposati, le nostre serate erano tutte… maschili! Noi in giro per i locali, nei bar o caffè abituali, e le nostre ragazze prima, e le mogli dopo, a casa! Erano vite in gran parte “separate”. Noi uscivamo quasi sempre da soli, per ritrovarci tra amici. Oggi questo non succede più: coppie o non coppie, sposati o meno, single o accompagnati, tutti hanno la possibilità di uscire, di partecipare ad una vita sociale che non lascia a casa nessuno… ragazze e ragazzi assieme anche tutte le sere, soprattutto d’estate… O credi fosse da considerare migliore l’epoca dei “vitelloni”?

 

Valerio non controbatte. Ma prende lo spunto dall’ultima frase dell’amico per ricordare quello che è avvenuto pochi giorni prima, a due passi dalla costa romagnola, dove ora si trovano in vacanza. L’ha letto sui giornali.

 Ma lo sai che il 10 Agosto a San Mauro Pascoli c’è stato un dibattito in piazza dove hanno “processato” proprio la figura del “vitellone”?  

 

Bianca Bezzi

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