Lettera aperta ai prossimi governanti

Lettera aperta ai prossimi governanti

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Le cose necessarie sono tante, ma fondamentale rimane l’individuazione delle priorità strategiche

Caro Governo prossimo venturo, chiunque tu sia mi auguro tu possa prendere di petto la questione fondamentale del nostro Turismo, che ora proverò rapidamente a sviscerare. Innanzitutto, mi associo all’iniziativa della Federalberghi nazionale che ha elaborato una piattaforma in vista dell’avvio della campagna elettorale, allo scopo di invitare le varie forze politiche a dichiarare quali interventi si impegnano a realizzare nel corso dei prossimi cinque anni, individuando soprattutto i nodi che ostacolano lo sviluppo del settore. La piattaforma, tra l’altro, ha un titolo che riassume il tutto molto bene: “il Turismo lavora per l’Italia”. Come dargli torto: il settore offre lavoro ad un milione e mezzo di persone (tra alberghi, ristoranti, bar, stabilimenti balneari, agenzie di viaggio, ecc.).

Abbiamo perso delle quote di mercato estero, ma siamo pur tuttavia il quinto paese più visitato al mondo, dietro Francia, Spagna, Stati Uniti e Cina. Non abbiamo rivali in termini di “bellezze artistiche e culturali”, sia dal punto di vista qualitativo che quantitativo. Dobbiamo però fare attenzione al problema numero uno: le nostre strutture ricettive sono numerose, numerosissime (33.199 gli alberghi in Italia nel 2015) ma mediamente piccole, ed in parte obsolete, non sempre in grado di rapportarsi con i grandi Tour Operator stranieri e con le potenti piattaforme digitali. E’ il problema generale della piccola e media impresa in Italia, che pur rappresenta la parte più vitale della nostra economia: costi fissi alti, fiscalità pesante, una politica del credito non adeguata…

L’obiettivo principale, quindi, è quello di rafforzare e potenziare l’impresa turistica, a partire dalla ricettività alberghiera: il comparto che sospinge in avanti l’impegno – pubblico e privato – nel Turismo. E’ l’impresa alberghiera che fa da traino a tutte le politiche di promozione e commercializzazione. Se c’è ed è forte, ed è competitiva, tutto il patrimonio Italia verrà valorizzato adeguatamente ed “imposto” al Mondo.

E per usare le parole della Federalberghi, “il Turismo lavora per l’Italia, il Turismo dà lavoro all’Italia; e, se sapremo assecondarne lo sviluppo, ne potrà dare sempre di più”.

Caro Governo prossimo venturo, se il lavoro degli italiani ti sta a cuore, sai dove mettere le mani. A presto

Giovannino Montanari

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