L’Emilia Romagna e i suoi “illustri sconosciuti”

L’Emilia Romagna e i suoi “illustri sconosciuti”

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Cesare Mattei, il “Cagliostro bolognese”, e la sua Rocchetta 

Nei pressi di Bologna, immerso nel verde e protetto dalla quiete dell’Appennino emiliano, si erge la Rocchetta Mattei, uno splendido quanto particolare Castello che presenta una grande varietà di stili, dal medievale al moresco – alcune aree ricordano per esempio la famosa Alhambra di Granada; interessantissima per il grande utilizzo di iconografia e di simboli che richiamano l’Ermetismo egizio, la Massoneria e l’Alchimia, non a caso la Rocchetta viene definita “Il libro di pietra”.

 

Ci avventuriamo in questa affascinante visita accompagnati da una guida-ricercatore, il quale ci racconta la storia del fondatore della Rocchetta, il Conte Cesare Mattei (nato a Bologna nel 1809), deputato al Parlamento di Roma, medico autodidatta, omeopata e alchimista. Viene infatti soprannominato “il Cagliostro bolognese”.

Nel 1837 fu uno dei cento fondatori della Cassa di Risparmio di Bologna e nel 1850 pose la prima pietra della Rocchetta Mattei, nella quale si ritirò nel 1859 per dedicarsi completamente allo studio della medicina omeopatica. Nel frattempo i lavori al Castello proseguono impiegando le famiglie della zona, che in quegli anni conobbero sviluppo e benessere.

In quel periodo il Conte Mattei inventò l’Elettromeopatia, una nuova pseudo-scienza medica che abbinava rimedi omeopatici, erbe officinali e fluidi caricati da impulsi elettrici, per ristabilire l’equilibrio energetico dell’organismo e guarire dolori e malattie.

A fine Ottocento i suoi preparati, seppur ostacolati dalla medicina ufficiale, raggiungono un successo mondiale, sono conosciuti e richiesti ovunque – perfino Dostoevskij li cita nel romanzo “I fratelli Karamazov” – centinaia di persone si presentano al Castello quotidianamente per sottoporsi alle cure: si riteneva che gli impulsi elettrici e i campi magnetici della zona rendessero i rimedi più efficaci. 

Con il passare degli anni, i fallimenti finanziari del nipote Luigi e varie vicende familiari e di salute, segnano il declino dei Mattei e della Rocchetta.

Nel 1896 il Conte Cesare Mattei muore all’età di 87 anni, e nel 1906, come richiesto nel testamento, le sue spoglie vengono tumulate in un sarcofago che si trova all’interno della Rocchetta.

Durante la Seconda Guerra Mondiale, la Rocchetta viene saccheggiata e abbandonata ad un degrado che sembra definitivo.

Grazie alla Fondazione Carisbo, agli enti pubblici locali e al Comitato “S.O.S. Rocchetta”, il Castello è stato ristrutturato e nel 2015 aperto al pubblico.

Tutto il materiale ritrovato, i documenti e i reperti sono conservati e visibili al pubblico presso l’Archivio Museo Mattei.

E dove si trova quest’originale Rocchetta? Sull’Appennino, a 400 metri sul livello del mare, non distante da Bologna, sulla Porrettana, in località Savignano nel comune di Grizzana Morandi. Sicuramente da non perdere.  

Alexia Vanni

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