Le novità del turismo in Emilia e in Romagna?

Le novità del turismo in Emilia e in Romagna?

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Soprattutto quelle di ieri, quelle di sempre, cioè di una cultura e di una storia a portata… di bicchiere

L’Emilia e la Romagna. Dove l’una, nel fuoco della storia e della politica, non è stata da meno dell’altra. Oggi, di quel fuoco e di quell’ardore rimane – come in una sorta di distillato – una terra e della gente, aperta, cordiale, ricca di vita e di cose da gustare. Dovete sapere, innanzitutto, che questa regione è composta da quattro ‘elementi’ costitutivi: il mare, la pianura, la via Emilia con i suoi “cittadoni” e le colline – e montagne appenniniche – più armoniose d’Italia.

Quindi una terra ricca di storia e di passioni politiche, oggi sublimate in una riconosciuta ed apprezzata cultura dell’ospitalità. Qui il Rinascimento, promosso dal Papato e dalle Signorie (spesso in conflitto fra di loro), ha prodotto opere straordinarie, tanto per ricordare un solo periodo storico: a partire dal Tempio Malatestiano di Rimini, una delle maggiori espressioni del Rinascimento, simbolo del massimo splendore della Signoria dei Malatesta.

Tutto il territorio è cosparso di borghi medievali, pievi romaniche, ville, rocche e castelli: disseminate lungo le valli che scendono a mare, dopo aver oltrepassato… la grande strada consolare romana. In Emilia esiste, poi, una città come Parma che, per l’unicità dei suoi tesori e per la sua sapienza di vita, può considerarsi come una sua ‘capitale’: mentre Bologna lo è sia dell’Emilia che della Romagna. Qualcuno, a proposito della nostra Emilia e della nostra Romagna, ha detto che si tratta di una regione in cui la vita materiale è facile, larga e gaudiosa… e nel dirlo sicuramente pensava al latte profumato dell’Appennino, alle torte di castagne e di mandorle, ai formaggi di pecora, ai prosciutti magri e poi ai funghi, ai tartufi, ai lamponi e alle more; innaffiati, logicamente, da vini forti, secchi o spiritosi, frutto delle pianure e delle colline attorno e accanto alla Via Emilia.

Ma qui c’è (e ci dovrebbe sempre essere) qualcosa di più. E a dirlo è proprio un grande maestro della cucina, nonché scrittore di ricettari, famoso in tutto il mondo, Pellegrino Artusi da Forlimpopoli: “La migliore salsa che possiate offrire ai vostri invitati è un buon viso e una schietta cordialità”

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