Lasciare non può voler dire annientarsi

Lasciare non può voler dire annientarsi

art-4

Quando è ora di lasciare il posto ai più giovani? Dilemma dei nostri giorni o di sempre? Per fare che cosa dopo? Non si può vivere prendendo il sole tutto l’anno alle Canarie (ammesso, e non scontato, che ci siano i soldi per farlo).

Partiamo da un esempio molto recente: Giuliano Ferrara ha lasciato di sua spontanea volontà la direzione del quotidiano Il Foglio al giovane Claudio Cerasa, il primo nato nel 1952 e il secondo (fortunato lui) nel 1982. Però Ferrara continua scrivere sullo stesso giornale, facendo leva sulla sua esperienza, indipendenza e intelligenza: senza aver paura di criticare i giovani quando è necessario… come ha fatto l’altro ieri. A lui era sembrato che i suoi redattori, tutti ragazzi molto preparati, stessero simpatizzando troppo per il grande vincitore Donald Trump. E allora scrive in prima pagina le sue valutazioni di segno opposto, facendole precedere da una sorta di circolare… “che spero non abbia effetto, paradosso, perché lasciando la direzione del giornale non ho dato una delega con riserva, ho proposto un lascito pieno a chi deve impadronirsi fino in fondo della propria gioventù, della sua felice inesperienza, della sua baldanza e capacità di errore, che spero robuste come lo furono le mie. Detesto i vecchi che non mollano, vogliono morire con gli stivali, mangiucchiano i loro figli da cui non sanno imparare. Quindi, paradosso, non mollo. Ma solo nel senso che dico la mia da ospite grato di un foglio che si sta rivitalizzando e che promette non bene, benissimo (…)”

Ecco un bell’esempio – tutto da sviluppare e sviscerare – di come nella vita (nella recita della vita) i ruoli debbano cambiare. Col passare dei decenni, dobbiamo mutare di ruolo. Non uscire di scena. Per quello c’è sempre tempo. 

home-catalogo
home-calendario