La “svolta” dei Centri Sociali

La “svolta” dei Centri Sociali

I Centri Sociali italiani si apprestano a diventare anche qualcos’altro, alla stregua della nostra popolazione matura che al loro interno viene ospitata. Questi originali e provvidenziali luoghi di ritrovo, nati allo scopo di favorire la vita insieme (giocare a carte o a bocce, parlare, ballare…) puntano ad aprirsi sempre di più alla società che li circonda. E’ un tentativo in atto. In via di realizzazione. La voglia è quella di aprirsi “ai giovani, alle donne, alle famiglie per affrontare problematiche quali i rapporti intergenerazionali, l’immigrazione, il disagio giovanile…”. Nondimeno forte è l’apertura nei confronti del Volontariato, non solo all’interno dei circoli ma anche rivolto all’esterno. E qui più delle parole contano gli esempi. Quest’estate nella Riviera del Brenta un tornado violentissimo ha procurato una vittima, decine di feriti e abitazioni rase al suolo: i Centri Sociali della zona si sono attivati prontamente, affiancandosi alla Protezione Civile, provvedendo ad organizzare un centro di raccolta di beni alimentari. Cambiando scenario, è sorprendente la presenza dell’ANCeSCAO (Associazione Nazionale Centri Sociali, Comitati Anziani e Orti) e dei suoi Volontari all’Expo 2015: dove hanno presentato la loro lunga e diffusa esperienza sul territorio legata agli “Orti Cittadini”, in aiuto a chi sta avviando per la prima volta programmi di costruzione di “Realtà Ortive” in tutto il nostro pianeta!

Ecco due piccole-grandi novità nel panorama italiano di questi punti di ritrovo, in gran parte aderenti all’ANCeSCAO: una struttura guidata da Esarmo Righini, impegnatissimo in questi mesi a visitare numerosi Centri della nostra penisola. In quelle sedi, in quegli incontri, Righini non si stanca mai di ricordare i principi fondamentali che stanno alla base di quel particolare associazionismo: volontariato, autogestione, solidarietà, democraticità… Senza dimenticare la visione strategica di fondo, che vede nel Centro Sociale un punto di aggregazione, cioè un contributo significativo a quella coesione sociale che nel nostro Paese, a volte, sembra proprio traballare.

Un grazie a Righini e a tutti i personaggi impegnati in questa “battaglia” silenziosa, civile e pacifica.

Da parte nostra l’onere e la promessa di organizzare vacanze e soggiorni, per gli aderenti ai Centri Sociali, sempre più adeguati, sempre più in sintonia con la crescita sociale e culturale di questa importante componente del Paese.

Giovannino Montanari

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