La parola a Pupi Avati. Un mondo a parte: il Delta del Po

La parola a Pupi Avati. Un mondo a parte: il Delta del Po

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“… tutta l’area della nostra regione che porta verso il Veneto, da Ferrara che è una città magica, misteriosa, una città che mi auguro sia rimasta tale – sono alcuni anni che manco da Ferrara; ma tutte le volte che vado a Ferrara entro, penetro in un territorio che mi sfugge, che mi istruisce, che mi sorprende, per poi arrivare a Venezia che è il culmine … della liturgia, dove la liturgia si manifesta nella sua pienezza… voglio dire che tutta quell’area lì, che è fatta di canne e di paludi, dove la terra non è mai totalmente solida… dove l’acqua non è acqua, dove la terra non è terra…”

Queste le parole di Pupi Avati, tratte da un’intervista del 1995 (Telestense Ferrara), che, proseguendo, insiste sullo stesso concetto “… quest’area geografica perde tutte quelle caratteristiche rassicuranti, consolatorie, che invece tutta l’Emilia sbandiera – magari a partire dalla sua bolognesità – per diventare inquietudine, per diventare indefinizione, per perdere la certezza, per far nascere il dubbio, e quindi il mistero: sono zone di grande suggestione… “

“… questa terra stupefacente, che si è mantenuta identica a se stessa, che non si è svenduta alla modernità; e quando percorro un argine, guardando e destra e a sinistra, vedo le stesse canne, le stesse nuvole che videro mille anni fa…”

Dunque, nell’immaginario italiano, nell’immaginario collettivo degli italiani, l’area del Delta possiede un fascino direttamente legato alla sua indecifrabilità: un ambiente ed una storia in gran parte misteriosi, formidabili quanto inafferrabili. 

Un grande labirinto di terre ed acque, di fiumi e di pinete che si perdono all’orizzonte, da una parte verso il mare, dall’altra lungo le piatte ed infinite campagne dell’Emilia.

Far leva su questa realtà, per potenziarne l’offerta turistica -  o per dar vita a qualcosa di nuovo -  significa affrontare qualcosa di “inedito” nel nostro panorama turistico.

Significa puntare su di un viaggio esclusivo, sull’esclusività di un turismo, di una vacanza che si differenzia da tutte le altre: su queste terre “misteriose” ognuno può rinnovare una serie di scoperte personali, senza limiti.

 

Un mondo a sé, segreto, dove oltre all’Ambiente anche la Storia, vista da quest’angolo periferico, appare in un’ottica nuova, inaspettata: una terra nascosta, una regione d’Italia, toccata da tutte le civiltà, senza farsi condizionare più di tanto, anzi…

 

Nicola Tomelli

 

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