La Notte Rosa, un grande Evento tutto da sviscerare. E da vivere, logicamente.

La Notte Rosa, un grande Evento tutto da sviscerare. E da vivere, logicamente.

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Tre serate, tre notti all’insegna della vecchia e nuova accoglienza.

In Riviera esplode per  la quattordicesima volta la Notte Rosa, a partire dal venerdì 5 luglio per espandersi in tutto il week end, sabato e domenica 6 e 7 luglio. Oltre quattrocento gli eventi gratuiti che accendono il litorale per oltre 110 Km costieri fra concerti e spettacoli.  

Tutti conoscono la Notte Rosa e tutti la interpretano a piacimento, ognuno a modo suo. Un evento grandioso, che però, a volte, risulta  difficile da definire o da decifrare con precisione.

Si festeggia l’Estate, in un picco che anticipa il Ferragosto?

O si celebra la famosa ospitalità della Riviera romagnola? O la notte serena, senza paura, come in una sorta di rito propiziatorio?

Allora – perché no? – si potrebbe pensare ad una festa nata per auspicare un mondo realmente pacificato? Oppure (volando più basso) ad una grande operazione per promuovere il turismo e l’economia di una Riviera bella e potente, ma costantemente preoccupata di non invecchiare e di non essere desiderabile come un tempo?

La Notte Rosa è, forse, tutte queste cose assieme, più tante altre. Quindi un grande appuntamento da vivere piacevolmente, ma anche con molta curiosità, magari spostandosi da una località all’altra della nostra Riviera.

Gli organizzatori, e la Regione Emilia-Romagna in testa, non hanno dubbi nell’indicare obiettivi alti e ambizioni: “… l’evento è aperto a tutti e invita alla partecipazione nel segno dell’accoglienza. Perché è proprio questo il primo caposaldo dello spirito della Notte Rosa 2019, che ha come claim, come slogan Pink R-evolution. Così a trent’anni dalla caduta del muro di Berlino, la voglia di abbattere ogni altro tipo di barriera – quella digitale inclusa – fa da guida all’iniziativa per diventare un monito anche durante l’estate…”

Quindi, se il tema di fondo è l’accoglienza, siamo veramente in sintonia con quanto affermano gli studiosi: un evento è positivo quando sa cogliere la vocazione del territorio, evitando innesti artificiali e lontani dalla cultura e dalla sensibilità locale…

E la Romagna – e noi lo sosteniamo da tempo – ha ricevuto in eredità dalla sua storia e dalla sua cultura popolare un’inclinazione, una predisposizione all’ospitalità particolarmente significative. Un patrimonio da non disperdere. Da rinforzare e da celebrare anche durante la Notte Rosa.

Vi aspettiamo.

Giovannino Montanari

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