La Federazione giovanile dei settantenni. Parte prima.

La Federazione giovanile dei settantenni. Parte prima.

E’ arrivato il momento: spetta a noi, settantenni (o giù di lì), nati negli anni quaranta, iniziare a fare i conti con la Storia del secondo dopoguerra. Qualcuno ha detto: una generazione “sessantottesca” e, quindi, per definizione sempre giovane! Fare i conti con la Storia, senza emettere quei giudizi e quelle analisi prefabbricate, che non ammettono dubbi. Ovvero, prendere coraggio e tirar fuori quelle verità scomode che fino a poco tempo fa risultavano fortemente minoritarie all’interno di certi schieramenti.

Partiamo da due date fondamentali, del secondo dopoguerra, che appena vengono nominate ti fanno capire a cosa si allude: 1956 e 1968.

Proprio in un sito dello Spi Cgil nazionale (il principale sindacato dei pensionati), e precisamente il 23 ottobre 2015, viene ricordato così quell’anniversario: Il 23 ottobre del 1956 il popolo ungherese insorge contro il regime comunista. L’esercito sovietico reprime nel sangue la domanda di democrazia. In Italia Giuseppe Di Vittorio, distaccandosi dalla linea ufficiale del PCI, condanna fermamente l’invasione. Due ore di sciopero vengono indette dalla Cgil in solidarietà con le vittime della repressione.

Una tappa importante che segnerà in modo significativo la cultura e la storia del movimento sindacale italiano. Non dimentichiamo!”

Poi, il 3 novembre del 1957, moriva quel sindacalista venuto dai campi, Giuseppe Di Vittorio, uno dei più grandi leader politici del nostro paese .

Seguono alcuni commenti – sempre nello stesso sito – in netto contrasto fra loro; c’è chi sostiene che “… se il PCI avesse anch’esso condannato la repressione come fece la Cgil con il suo valoroso segretario Peppino Di Vittorio, tale fatto avrebbe abbreviato il percorso per governare il nostro paese ovvero la classe operaia e lavoratrice alla guida del paese con tutto quello che avrebbe determinato per il futuro…”. Mentre qualcuno è addirittura scandalizzato per queste prese di posizione, e si esprime così:

…Trovo incredibile che la mia organizzazione sindacale parli di regime comunista! Il comunismo è quel movimento reale che abolisce lo stato di cose esistente. Cioè sempre in divenire per migliorare la condizione umana…”

Come vedete i conti con il recente passato sono ancora tutti sospesi.

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