La famosa carne dei poveri… o dei furbi

La famosa carne dei poveri… o dei furbi

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Il consumo quasi quotidiano dei legumi ha in realtà sfamato e sostenuto gran parte dell’umanità fino a pochi decenni fa, fin dalla preistoria. Meditate gente!

Quando l’appetito si fa sentire, spesso una bella bistecca è quello che ci vuole. Non tutti però sanno che anche i legumi offrono lo stesso effetto di sazietà. Una volta si diceva che i legumi erano la carne dei poveri. Oggi possiamo affermare che è la carne… dei furbi.

Infatti fagioli, lenticchie, piselli & co. oltre ad offrire una grande versatilità in cucina, vantano proprietà nutrizionali che li rendono perfetti sostituti dei secondi piatti di origine animale, con il vantaggio di avere un costo molto inferiore.

Insomma, portarli a tavola diventa una scelta intelligente.

«I legumi sono ricchissimi di proteine vegetali, ma a differenza di carni, salumi, uova, formaggi, presentano zero colesterolo (guarda: quanto colesterolo c’è nei cibi) e pochissimi grassi, appena il 3%», dice Michela De Petris, esperta in alimentazione vegetariana, vegana e macrobiotica presso l’ospedale San Raffaele di Milano e autrice del recente libro Scelta vegetariana e vita in bicicletta (Il Pensiero Scientifico Editore). 

Per i ricercatori dell’Università del Minnesota (USA) il merito delle fibrepresenti nei legumi, in particolare nei fagioli, è quello di appagare lo stomaco quanto le proteine, rilasciando, inoltre, un ormone capace di diminuire il senso di fame.

Inevitabilmente quando parliamo di legumi pensiamo subito al vecchio soprannome di “carnedei poveri”, e ci accorgiamo che questa competizione fra proteine nacque già millenni fa per proseguire fino a metà del novecento, quando la moda alimentare ha iniziato a sostituire questo alimento per arrivare al giorno d’oggi in cui molti non consumano più legumi tranne pochi piselli surgelati e le lenticchie con lo zampone natalizio.

I motivi di questo cambiamento sono molteplici, ad esempio per questi alimenti il tempo di preparazione è maggiore (ammollo per tutta la notte, cotture lunghe), oppure a causa di leggendarie e male interpretate difficoltà digestive (dovute come vedremo solo al consumo sporadico), o per la solita finta rivalsa sociale “mangio carne quindi sembro più benestante”. La buona abitudine del consumo quasi quotidiano dei legumi ha in realtà sfamato e sostenuto gran parte dell’umanità fino a pochi decenni fa, ed è stata dunque la maggior fonte di proteine, come numero di consumatori, fin dalla preistoria.

 

Bianca Bezzi

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