Italiani “brava gente”

Italiani “brava gente”

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Italiani “brava gente”, e oggi lo possiamo affermare ancora di più.

Pensate che negli ultimi 10 anni le persone che dedicano il loro tempo al volontariato sono aumentate dell’ 8% -10%.

Definiamo innanzitutto che cosa intendiamo con attività di volontariato: cioè quelle “attività gratuite a beneficio di altri”

Spesso si è pensato che il sorgere spontaneo di associazioni di volontari sia scaturito dal tramonto degli ideali o dal rifiuto della politica, e che attraversata la crisi la gente oggi sia animata da un concreto realismo.

Sembra quasi riflettere quella impossibilità di attendersi qualsiasi cosa dalle istituzioni: dalla consapevolezza che non possono dare niente.

Un tempo il volontariato si faceva all’interno del partito, della Chiesa, dei sindacati, tutte quelle strutture o istituzioni con le quali si condividevano i valori, con cui ci si identificava e quindi era inevitabile seguirne le indicazioni.

Oggi lo sforzo fatto dal volontario punta esclusivamente a raggiungere un obiettivo, un risultato, senza tanti fumi ideologici.

Ed ora un po’ di numeri, per comprendere meglio la situazione in Italia.

Il 21,8 per cento è il tasso di volontariato totale in Trentino, regione ampiamente in testa alla classifica. Il Veneto è secondo con il 17,2 per cento. Le regioni con la percentuale più bassa sono invece la Puglia (8,5 per cento) e la Campania (7,9 per cento). In generale, il lavoro volontario viene svolto più nel nord-est d’Italia (16 per cento) e nelle periferie delle grandi aree urbane (14,5 per cento).

Il 44,3 per cento, quasi la metà dei volontari che svolgono un servizio individualmente, ovvero al di fuori di un’organizzazione di qualche tipo – a fronte di oltre un quarto di chi opera all’interno di tali realtà –, si occupa di attività riconducibili alla cura di bambini, anziani e malati (assistenti sociosanitari, babysitter, badanti) e alla ristorazione (cuochi e camerieri). 

Molti dei nostri ‘successi’ in Italia sono stati conseguiti grazie ai volontari che sul territorio, ad esempio, con impegno quasi quotidiano, portano avanti le campagne e le battaglie del WWF.

Questi sono i dati del primo rapporto del Csvnet, pubblicato nel 2015, che svelano il volto del volontariato in Italia. La maggior parte delle associazioni (55%) opera nel campo dell’assistenza sociale (11.812) e della sanità (9.098). Solo il 4% ha un presidente con meno di 35 anni. L’età media dei volontari è di 48 anni.

Bianca Bezzi

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