Intervista a Guido Forcellini, la saggezza e la competenza nel turismo di ieri e di oggi. Ma da lui ci aspettiamo anche consigli per un futuro… tutto da ricostruire.

Intervista a Guido Forcellini, la saggezza e la competenza nel turismo di ieri e di oggi. Ma da lui ci aspettiamo anche consigli per un futuro… tutto da ricostruire.

Parte prima.

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All’inizio dell’anno, io e Giovannino, avevamo pensato ad una serie di interviste: una carrellata di opinioni e di riflessioni sul nostro Turismo, e sulla nostra Romagna, interpellando i protagonisti di questa realtà, di questa storia; in un periodo non eccessivamente brillante, ma neppure particolarmente critico. Poi è accaduto l’imprevedibile! Siamo entrati in uno scenario da racconto di fantascienza. Chiusi in casa per proteggersi dalla pandemia!

Ed ora in vista di un’uscita sempre più generalizzata, che tutti auspichiamo imminente, rapida e piena di voglia di fare, ci affidiamo ai consigli dell’amico Guido Forcellini, albergatore e maestro di turismo.

Ho conosciuto Guido nel ’92, quando impegnato nella gestione di un moderno albergo annuale di Piazzale Cesare Battisti – antistante la stazione – aveva organizzato un Comitato per rendere sicuro quell’ambiente, esponendosi con coraggio, in prima persona, con la parola d’ordine: teniamo il degrado fuori dalla porta! Ottenendo subito risultati concreti. Mise in pratica, allora, una lezione che aveva appreso a New York; un insegnamento racchiuso nell’espressione tolleranza zero, applicata per la prima volta a New York, dal sindaco di quei tempi, Rudolph

Giuliani. Questa politica derivava dalla “teoria delle finestre rotte” … che prevede che le persone, vedendo una finestra rotta (un esempio fra i tanti) che non viene riparata, si abituano ad un’idea di deterioramento, di disinteresse e mancanza di regole che stimola le attività criminali. Degrado che alimenta altro degrado, pure umano. A New York, uno dei luoghi più pericolosi della città era la metropolitana: la tolleranza zero nei confronti delle trasgressioni minori, come il mancato pagamento del biglietto spazzò via l’idea che la metropolitana fosse una zona senza regole, producendo un’immediata contrazione del numero di crimini, anche gravi. E, così, Guido proprio in quel periodo, si impegnò direttamente (anche sul piano economico) per il risanamento di un sottopassaggio ferroviario in stato di abbandono, vicino al suo albergo; un’operazione condotta dal basso, che sorprese tutti positivamente.

 

Guido era ritornato a Rimini, da poco, dopo aver lavorato nel turismo e nella ristorazione in Inghilterra, in Canada e in Australia…

Le sue capacità, miste ad un equilibrio e ad una saggezza nel porsi obiettivi avanzati ma raggiungibili, lo hanno portato ad assumere la guida di aggregazioni turistiche fondamentali per la nostra Riviera, a partire da Promozione Alberghiera.

L’avevo intervistato, la prima volta negli anni ’90, per un giornale cartaceo, ed ora sono a risentirlo per un mensile on-line (quello che ora state consultando).

Lui è ancora giovanissimo… non ha neppure 70 anni! Ma una domanda sui progetti della sua terza età (di là da venire) non poteva mancare!

Ma prima di rispondere alle mie domande ha voluto fare qualche precisazione.

 

Ti ringrazio per la fin troppo lusinghiera presentazione, anche se il termine saggezza mi invecchia un po’. Se permetti, io la definirei esperienza. Il mio percorso pubblico, diciamo così, l’ho iniziato nel 1990 – annus horribilis – per il turismo romagnolo: dopo le mucillagini che ci misero a dura prova, incominciammo a inventarci nuove strategie legate alla destagionalizzazione e ai nuovi mercati dell’Est, specialmente quello russo.

Quella situazione si può paragonare al periodo che stiamo vivendo ora. I titoli catastrofici dei giornali e la sfiducia che regnava al momento non ci ha impedito di essere positivi e ottimisti, e di risollevare il nostro turismo.

Con un gruppo di giovani albergatori motivati demmo la ‘scalata’ a Promozione Alberghiera, portando una ventata di freschezza e innovazione in quella che era “la più grande cooperativa turistica d’Italia”. Naturalmente non stravolgemmo nulla di quel patrimonio che era la cooperativa, ma cercammo soprattutto di interpretare le nuove esigenze dei turisti. Fu un periodo esaltante, e ognuno all’interno del Consiglio faceva la propria parte in base alle rispettive competenze ed esperienze. E la cooperativa crebbe, diventando sempre di più un punto di riferimento per tutta la costa. La nostra filosofia turistica iniziò a diventare fondamentale per tutta la regione, e con Errani (il nuovo assessore al turismo della Regione Emilia-Romagna) riuscimmo ad ottenere una legge regionale, votata all’unanimità, che stabilì le nuove regole del nostro turismo.

Mi sto dilungando troppo, nella ricostruzione del passato? Ma per decidere dove andare bisogna avere memoria di dove siamo venuti!

Una volta terminata la mia esperienza in Promozione Alberghiera, entrai a far parte della Camera di Commercio, successivamente divenni amministratore dell’Unione di Costa e, infine, responsabile della società che gestiva il portale regionale VISIT E.R.

Di tutti questi ruoli da me ricoperti potrei parlarne a lungo, ma preferisco essere propositivo e guardare al futuro. Dimenticavo, però, la mia esperienza nel turismo nazionale, come membro del CNEL… su cui vorrei stendere, però, un velo pietoso.

           

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