Imparare per essere giovani, per rimanere giovani

Imparare per essere giovani, per rimanere giovani

art-5

Un giovane studente che d’estate “assiste” i gruppi senior, in vacanza sulla Riviera, ci offre le sue considerazioni; iniziando dal tema del giorno, ovvero dalla disponibilità (o meno) ad apprendere le novità digitali da parte di un pubblico maturo.

“Senti, non è che mi alzeresti la suoneria?”
Questa era una delle richieste che spesso mi sono ritrovato ad assolvere in spiaggia o in hotel durante l’estate. Complice forse la mia giovane età anagrafica sono stato presto assunto a oracolo capace di risolvere qualsivoglia problema o dilemma dell’ambito tecnologico.
Felice nel rendermi utile ho risolto quei piccoli contrattempi digitali che rendevano cellulari e tablet impedimenti, anziché agevolatori della routine quotidiana.

Dalla risoluzione di questi problemi è nata una mia riflessione.
Questi fugaci avvenimenti, che possono rappresentare la consuetudine per taluni, non dovrebbe essere visti come rappresentazione di un divario culturale (come è spesso e banalmente riportato in più posti), ma come la volontà di imparare da parte di una generazione trovatasi immersa in una nuova corrente di vita, la quale differisce in più modi da quello su cui sono basate le sue esperienze.

Ed è proprio questa determinazione ad acquisire le conoscenze atte all’usufrutto di manufatti elettronici, che nella nostra società sempre di più si avvicinano a veri e propri feticci votivi, a ringiovanire in toto la persona: perché, ricordiamo, è sempre chi è “giovane” a ricoprire il ruolo di “studente” e quindi impegnato a “imparare”!
Iniziamo allora a vedere l’elettronica che ci circonda non più come ostacolo o freno alla nostra quotidianità, ma come opportunità fortuita per imparare, cioè per essere “giovani”.

Nicola Tomelli

home-catalogo
home-calendario