Il successo del Turismo Culturale… a portata di mano (anche da noi)

Il successo del Turismo Culturale… a portata di mano (anche da noi)

Lo sforzo dovrebbe consistere nel rovesciare il rapporto esistente tra patrimonio culturale e offerta turistica tradizionale: mettere al centro della proposta turistica, laddove è possibile, ciò che tradizionalmente veniva offerto come optional, come escursione più o meno facoltativa.
Basta pensare ad un solo aspetto del nostro patrimonio storico-artistico regionale, cioè al ruolo che l’Emilia Romagna ha ricoperto in un passaggio fondamentale, non solo della vicenda italiana, ma anche in quella Europea: il Rinascimento.
L’Emilia Romagna ha fatto la sua bella parte, alla fine del Medioevo, fra il Quattro ed il Cinquecento, in quel turbolento ed affascinante periodo che va sotto il nome di Rinascimento: una stagione della storia umana – e non solo italiana naturalmente – degna di fregiarsi del titolo di vera e propria rivoluzione culturale. E’ l’epoca in cui andava in frantumi l’immobilismo della società feudale: gli scambi internazionali irrompevano nelle ristrettezze dei mercati locali, l’Impero perdeva di fatto la sua importanza, la Chiesa, dilaniata dal grande scisma luterano, abbandonava la pretesa di egemonia politica sull’intero mondo cristiano, pur mantenendo, nell’interno degli Stati, privilegi e potere.
Conquistarsi una credibilità nel “turismo culturale”, ecco l’obiettivo; puntando, con decisione, ad un ‘segmento’ della nostra storia e della nostra realtà che va sotto il nome di Rinascimento, e che si abbina alla crescente ‘notorietà’ di alcune importanti Signorie dell’epoca: gli Estensi, i Malatesta, i Farnese, i Montefeltro nella vicina Urbino…

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