Il successo del turismo a Barcellona e sulla Costa Brava di fronte ad una grave crisi alimentata dall’indipendentismo

Il successo del turismo a Barcellona e sulla Costa Brava di fronte ad una grave crisi alimentata dall’indipendentismo

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Così bravi e fortunati… ora rischiano di rovinarsi con le proprie mani!!!

Quale lezione trarre dai guai in cui si è cacciata la Catalogna?

Baciata dal successo turistico lungo la sua costa e in maniera straordinaria a Barcellona, la Catalogna ha scelto la strada dell’azzardo

E pensare che erano il nostro modello!?! Parliamo di Rimini e della Romagna che vedevano, fin dagli anni ’90, in Barcellona e nella Catalogna – Costa Brava compresa, naturalmente – delle invidiabili entità turistiche, fortunate, intelligenti e laboriose. Non solo avevano avuto, dapprima, tanto successo nel turismo balneare, ma, poi, altrettanto hanno fatto registrare, con cifre da record, in quello culturale, legato alle attrazioni storiche ed artistiche della sua capitale: Barcellona meta, soprattutto, di studenti e di giovani accorsi da tutto il mondo; basti pensare ad “Erasmus”, il progetto dell’Unione Europea che permette agli studenti iscritti alle università europee di studiare, per un certo periodo, presso altri Paesi; e Barcellona anche per il suo carattere allegro e frizzante è risultata la meta più ambita dai giovani di tutta Europa

La Rambla di Barcellona con il lungo viale che da Plaza de Catalunya porta fino ai piedi della statua di Colombo, a pochi metri dal mare, affollata notte e giorno di turisti e barcellonesi o artisti di strada in cerca di fortuna; senza parlare di quell’opera straordinaria che è la Sagrada Familia o di quel monumento allo sport mondiale che è Camp Nou, lo stadio che ospita le partite casalinghe della squadra di calcio più famosa al mondo, il “Barcellona” appunto…

Ecco, una regione ed una città così fortunate si sono lasciate trascinare da parole d’ordine (che covavano da tempo, logicamente) che incitavano all’indipendenza, alla secessione, alla creazione di uno stato separato dal resto della Spagna; parole d’ordine che ora rischiano di portare la Catalogna verso una crisi irreparabile, che non esclude neppure l’eventualità di una guerra civile, ma che come minimo rischia di azzerare, o quasi, un patrimonio economico e sociale straordinario.

Vedete dove può portare l’avventurismo, dove possono condurre, un po’ alla volta, certe parole d’ordine sbagliate!?

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