Il regalo sotto l’albero l’ho già ricevuto!

Il regalo sotto l’albero l’ho già ricevuto!

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Al Grand Hotel di Rimini, la premiazione dei Maestri del Commercio

 

Oggi, a differenza del passato (neppure remoto, basta tornare indietro di pochi decenni), è possibile tranquillamente e felicemente dichiarare: ho solo 67 anni!

Infatti, nato nel 1952, appartengo alla generazione venuta alla luce fra il 1946 e il 1964, quella dei cosiddetti Baby Boomer…  E quel baby tutto sommato non mi dispiace… anche se non è riferito a noi ma al sensibile aumento demografico che tutti insieme abbiamo procurato! Per quanto riguarda, invece, il boom (che allude anche al benessere economico scaturito all’interno di quel periodo) devo dire che sono riuscito ad ‘assaporare’, oltre ad esso, persino le ristrettezze e la miseria che hanno preceduto l’esplosione dei consumi e delle attività produttive: negli anni ’50 nelle campagne appenniniche delle Marche giravano poche lire, a fronte di tanto sudore!

Quindi, assieme a tanti appartenenti a quella generazione, posso dire di aver vissuto il boom e, prima ancora, il suo contrario. Personalmente penso di avere sperimentato anche un altro divario: ho iniziato a lavorare come dipendente prima di diventare un imprenditore turistico. Mi è mancata solo l’esperienza dell’impiego in un ente pubblico: ma penso di aver appreso qualcosa di più lavorando nel privato (con tutto il rispetto che si deve a chi – dipendente dello Stato – si responsabilizza e s’impegna notevolmente, pur in presenza di una disciplina decisamente inferiore a quella che si vive e si respira nelle imprese).

E per il futuro? Non ho dubbi: mi piacerà rimanere sempre attivo, come accade oggi per tanti miei coetanei, impegnati sia nel lavoro che in attività extra di natura sociale o culturale. Logicamente, col tempo, il ruolo di ciascuno di noi sfumerà progressivamente in qualcos’altro, magari più legato a compiti di elaborazione e di riflessione che non all’efficiente operatività. Ma parliamo di un… futuro remoto! Al momento rallegriamoci per i risultati che ciascuno di noi sta conseguendo nella sua vita, nella sua carriera, nella sua maturità… e  scusatemi se vi parlo di qualcosa che mi riguarda personalmente e che mi riempie di soddisfazione: il premio o, meglio, l’onorificenza di “Maestro del Commercio” che mi è stata assegnata pochi giorni fa, assieme ad altri 11 imprenditori della provincia di Rimini, con la motivazione: “Per aver magistralmente operato nel settore commerciale, turistico e dei servizi per più di quaranta anni”.  Nella cornice del Grand Hotel di Rimini, si è svolta la premiazione dei Maestri del Commercio alla presenza di autorità locali, regionali e nazionali, e a consegnare le onorificenze: Carlo Sangalli, Presidente Nazionale Confcommercio e 50&Più davanti a oltre 200 imprenditori.

 Il prestigioso riconoscimento, istituito nel 1975 da 50&Più, aderente a Confcommercio, dà merito agli imprenditori dei vari settori degli anni dedicati al lavoro. E che cos’è 50&Più, nell’ambito della galassia delle associazioni che, a vario titolo, s’impegnano nel mondo della terza età?  E un sistema associativo e di servizi (nato e cresciuto all’interno di Confcommercio) che risponde alle richieste di consulenza, assistenza e benessere sociale delle persone: opera per la rappresentanza sindacale, la tutela e l’assistenza dei propri soci a sostegno dell’invecchiamento attivo, dell’affermazione e della valorizzazione del ruolo della persona anziana.  Organizza eventi e manifestazioni culturali, sportive e ricreative a livello internazionale, nazionale e territoriale. E, come casa editrice, dal 1978 pubblica il primo mensile italiano dedicato agli ultracinquantenni.

“A me piace molto il termine Maestri del Commercio – ha spiegato Sangalli – perché come diceva Edmondo De Amicis, la parola maestro deve essere pronunciata con molta reverenza perché dopo la parola padre è la più dolce e la più nobile che un uomo possa dire a un altro uomo. I Maestri del Commercio non hanno una cattedra, ma hanno tanto da insegnare e gli va riconosciuta una vita di sacrificio, passione e attenzione… il seme che noi conserviamo, ripiantato, diventa ancora più forte nell’interesse generale del Paese”.

A tutti i nostri lettori, Buon Natale, Buone Feste e un Felice Anno Nuovo!

Giovannino Montanari

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