Non tutto il progresso viene per nuocere… per infastidire, a volte sì!

Non tutto il progresso viene per nuocere… per infastidire, a volte sì!

Prendete Internet, questo filo conduttore della storia futura (almeno per adesso, in attesa della prossima iperbolica invenzione) e i suoi straordinari derivati: uno su tutti, Facebook.

Sembra che nessuno possa farne a meno, e tutti, prima o poi, per un motivo o per un altro, finiscono per entrarci. Anche noi ultrasettantenni siamo presi da questo vortice. A volte ci siamo caduti dentro. Immediatamente, giorno dopo giorno, ti arrivano delle “richieste di amicizia”, da gente vicina, parenti, amici ma anche da persone che conoscevi solo di vista o di fama, e la cosa ti fa oltremodo piacere. Quanto affetto, quanta considerazione sociale… poi, piano piano, scopri che tanti tuoi concittadini – conosciuti solo approssimativamente – hanno chiesto la “tua amicizia” per poterti sottoporre periodicamente le loro performances: tipo l’inaugurazione della loro ultima mostra di pittura, l’uscita dell’ultimo libro, del corso di aggiornamento da loro organizzato… tutti hanno qualcosa da vendere o da promuovere. Quale miglior occasione di Facebook per svolgere pubbliche relazioni, attività promozionali e commerciali utilizzando un canale personalizzato e a costo zero?!

Tu, povero neofita, ti eri illuso: pensavi di aver trovato tanti potenziali amici… quando in realtà molti di loro ti considerano un soggetto, come tanti altri, utile ad incrementare la lunga lista del loro direct marketing.

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