Il benvenuto della città, della città che cambia

Il benvenuto della città, della città che cambia

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Amilcare, emigrato in Australia (come Alberto Sordi in quel famoso film) ci racconta le sue prime impressioni sulla città, quelle che ha registrato nel momento in cui è ritornato a Rimini dopo 25 anni! E siamo agli inizi del terzo millennio.

Sul primo impatto, Amilcare, non ha nessuna esitazione: “In tutti questi anni ho costruito villaggi sparsi per le pianure di quel lontano Continente, ma ciò che è stato realizzato qui, nella mia città, ha qualcosa di prodigioso e di stupefacente… Costruzioni ultra-moderne, acciaio e vetro, lungo la nuova circonvallazione, quartieri residenziali dappertutto, capannoni sparsi ovunque, insomma una Rimini che si è tanto dilatata… Sono cambiati soprattutto gli ‘ingressi’ della città, oggi più moderni, più presentabili, direi più accoglienti: la nuova Fiera a Nord, i centri direzionali e commerciali a Sud, ed in particolare il polo che sta sorgendo attorno al ‘Flaminio’ o l’astronave del nuovo palazzo dei congressi in costruzione. Giungendo a Rimini ho avuto proprio l’impressione di entrare in una città, sì in una vera città, importante e prestigiosa. Ma se devo raccontarvi tutta la verità, la cosa che mi ha veramente colpito – o forse incuriosito – è l’impatto con la città al Ponte dei Mille, al termine di Viale Matteotti. Lì, a gestire il vecchio chiosco del cocomeraio, oggi, ci sono dei giovani cinesi. Mi sono fermato e, molto gentilmente e rapidamente, i nuovi gestori mi hanno servito una bella fetta, rossa, d’anguria; poi mi sono seduto quasi sul bordo della strada. Il traffico, ora, anche da quelle parti non scherza. Ho guardato dall’altra parte e, proprio di fronte, ho notato che al posto dell’Osteria di Bianchi e del gioco delle bocce, è sorto un Ristorante, anch’esso cinese, a forma di pagoda, con tanto di lampioncini tutt’intorno. A quel punto avrei avuto quasi voglia di alzarmi, di gettare uno sguardo di là dalla spalletta, verso il canale, per verificare o scoprire se per caso, lì sotto, vi scorresse… il Fiume Giallo, con tanto di giunche attraccate una accanto all’altra. Ma sono rimasto lì, fermo, a sorridere; e, senza parole, anche i giovani cocomerai, con gli occhi a mandorla, hanno sorriso… Non era telepatia, la loro. Si trattava soltanto di un’espressione di gentilezza e di benvenuto da parte della nuova Rimini… ”

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