Il 6 e il 7 settembre 2014. La festa più riminese del mondo… Una grandiosa rimpatriata, allegra e pacifica

Il 6 e il 7 settembre 2014. La festa più riminese del mondo… Una grandiosa rimpatriata, allegra e pacifica

Parliamo della Festa de’ Borg. Quando a Rimini si parla di Borgo s’intende soprattutto quello di San Giuliano, sulla sponda settentrionale del fiume Marecchia, separato dal centro storico dal Ponte di Tiberio. Le sue stradine e piazzette sono un classico esempio di antica edilizia popolare, povera, di sapore medievale. Il Borgo San Giuliano ha una caratteristica particolare: l’interesse a coltivare e custodire la propria storia, anche quella piccola e vicina nel tempo. C’è una storia di orgoglio nel definirsi “borghigiani”, legato anche a questa memoria continuamente rinnovata. A partire dagli anni ’50 le osterie e le cantine si sono trasformate in trattorie e ristoranti, talora in locali raffinati, tutti di successo, senza dimenticare le tradizioni gastronomiche borghigiane delle vecchie ricette marinare, magari rielaborate. Quindi un passato recente fatto di ribellione e solidarietà insieme, di vita da pescatori e vetturini, artigiani e operai, e anche di miseria: una vita, a suo modo, “forte”, che ha lasciato un segno, creando un significativo spirito di comunità. Oggi tutto è cambiato. Ma lo spirito del Borgo rivive in una manifestazione popolare che si svolge ogni due anni, in settembre, nelle stradine e piazzette del quartiere. E’ la “Festa de Borg” che, nata come rimpatriata fra borghigiani, è diventata la festa della città. Ogni edizione celebra un tema specifico che ne caratterizza la coreografia, ma quello che conta è l’intrattenimento in tutte le piccole e grandi piazze: orchestrine, tavolate, cucine all’aperto…

Sembra l’assemblea di tutti i Riminesi (compresi gli ospiti, naturalmente), una rimpatriata gigantesca, dove alla fine la cosa più importante è, appunto, quella di incontrarsi in un clima che predispone alla simpatia reciproca. L’obiettivo di fondo della Festa era fin dall’origine (1979) proprio questo: alimentare uno spirito di “riconciliazione” fra le varie componenti della città. Il Borgo “ribelle”, povero ma anche solidale, aveva voluto ‘sciogliere’ la propria storia in quella più grande della città, mettendo a disposizione le proprie cose migliori.

Quest’anno la Festa è dedicata al Ponte di Tiberio che… per l’occasione compie Duemila anni!

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