Fellini sta tornando a Rimini. Per sempre.

Fellini sta tornando a Rimini. Per sempre.

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Si stanno approssimando le celebrazioni per il centenario della nascita del regista riminese, che ricorre il 20 gennaio 2020.

Nel 2020 si celebra il centenario della nascita a Rimini di Federico Fellini. E proprio nella nostra città un insieme di importanti iniziative offriranno la possibilità, all’Italia e al Mondo, di capire ed apprezzare ancora meglio il grande Maestro.  Ma anche un modo originale e diverso di accostarsi a Rimini… insomma, un anno con due protagonisti: Fellini e Rimini. Due pesi massimi possiamo dirlo?

Oltre al tentativo di rispondere alle domande: Fellini, come parlava della sua città? qual era il suo disagio nei confronti di Rimini? cosa gli dava fastidio e cosa apprezzava di più?

Quindi non soli i capolavori di Federico Fellini, ma anche suo rapporto, ricco e complesso, con la Rimini del Novecento. 

La sincerità e il coraggio, dimostrati continuamente da Federico Fellini nella sua opera, impongono anche alla sua città di non scadere nell’ipocrisia: gli avvenimenti e la sua biografia   non possono prestarsi a censure di nessun tipo. La sua vita, oltretutto, è così favolosa ed interessante che definirlo soltanto un regista sembra quasi riduttivo: tutti hanno ben presente, oltre ai capolavori cinematografici, la multiformità del suo genio; i suoi scritti, i suoi disegni, le interviste che ha concesso – in definitiva, il suo talento e la sua arguzia – trovavano un po’ troppo stretto persino lo sterminato mondo del cinema. Quando Fellini parlava… si sarebbero dovute accendere – sempre – le luci del set. Il ‘film della sua vita’ – altro grandissimo capolavoro – nessuno può ridurlo od emendarlo. Ed è con questi propositi che Rimini ci invita agli appuntamenti in programma per il 2020.

A Rimini il 31 ottobre 1993 il mondo perdeva Federico Fellini, uno dei più grandi Maestri del cinema. Ed ora si stanno approssimando le celebrazioni per il centenario della nascita del regista riminese, che ricorre il 20 gennaio 2020. Un anno, nella nostra città, interamente dedicato a Fellini e contrassegnato in particolare dall’apertura del Museo internazionale dedicato alla sua opera: e che si sviluppa tra Castel Sismondo, piazza Malatesta e cinema Fulgor. A precedere l’apertura del Museo, sarà un altro importante appuntamento, la mostra itinerante “Fellini 100 e La dolce vita exhibition”, che sarà allestita a Castel Sismondo con inaugurazione il 14 dicembre. La mostra rappresenta una sorta di anticipazione, attraverso un sistema di “messe in scena” come set cinematografici, del progetto del Museo.

L’esposizione ruota attorno a tre nuclei di contenuti: il primo racconta la Storia d’Italia a partire dagli anni Venti-Trenta per passare poi al dopoguerra, per finire agli anni Ottanta attraverso l’immaginario dei film di Fellini. Il secondo nucleo è dedicato al racconto dei compagni di viaggio del regista, reali, immaginari, collaboratori e no. Infine, il terzo nucleo sarà dedicato alla presentazione del progetto permanente del Museo Internazionale Federico Fellini. Grazie a “Fellini 100 e La dolce vita exhibition” sarà possibile riportare alla luce tanto materiale inedito acquisito dall’Amministrazione Comunale e capace di fotografare l’immaginario e il percorso creativo felliniano. Una sezione sarà ad esempio dedicata al materiale del Fondo Nino Rota, che contiene materiale legato ai 15 film che hanno visto la collaborazione tra il celebre compositore e Fellini, da Lo sceicco bianco del 1952 a Prova d’orchestra del 1978. In particolare, saranno esposti per la prima volta una serie di taccuini originali, sui quali lo storico collaboratore di Fellini appuntava le indicazioni del Maestro rispetto alla musica che avrebbe dovuto accompagnare ed esaltare le sue scelte registiche. 

Ma non ci sarà soli Fondo Nino Rota ma anche la primissima sceneggiatura di quello che poi sarebbe diventato Amarcord, in una prima stesura intitolato “Il borgo” o ancora la sceneggiatura di Otto e mezzo di proprietà di Lina Wertmuller, che del film fu assistente alla regia.

 

Nicola Tomelli

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