Falce, martello e globalizzazione

Falce, martello e globalizzazione

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Loro sono una coppia di pensionati. A Bologna, dove vivono da sempre, hanno lavorato sodo, gestendo prima un ristorante, poi un bar. Nella loro filosofia – oltremodo bolognese – non ci sono dubbi: bisogna godersi la vita, ed ora in modo particolare. Non hanno figli, e il loro tempo sembra dilatarsi. A Bologna frequentano un grosso centro sociale, ma anche una palestra, mentre il sabato sera solitamente sono a cena con amici: tutto questo quando non sono in vacanza, perché a loro piacciono le Canarie d’inverno e Rimini d’estate.

Ad ascoltarli capisci subito la loro provenienza politica. In passato la loro fiducia era interamente riposta nel partitone che da sempre governa la città. Ma ora la realtà è più complessa, più difficile, la città non è più quella di prima, e pure il partito è irriconoscibile. Sembra di essere dentro un frullatore. “Sotto i portici trovi più stranieri che bolognesi”, dice la moglie, senza eccessiva acrimonia. Poi, la coppia, ti porta a conoscenza di un nuovo fenomeno, che ha toccato con mano nella sua cerchia: l’esodo dei pensionati all’estero. Per ora limitato. Ma in futuro?

“Con mille euro di pensione al mese si vive bene in Bulgaria e Portogallo – precisa il marito – mentre per la Spagna meglio averne 1300. Nonostante le Canarie siano relativamente più costose, complice il clima, sono queste ultime a essere anche le più gettonate”. Poi aggiunge: “Vivere in Bulgaria costa 1/3 rispetto all’Italia; andare a mangiare nei migliori ristoranti costa una sciocchezza, magari 8 euro a testa”.

Ma la moglie poi taglia corto: “Noi a quest’ipotesi non abbiamo dedicato nemmeno un minuto. Non potremmo mai lasciare la nostra città. Piuttosto diano una regolata alla massa degli stranieri in arrivo: per evitare che una parte di essi si trasformi in un piccolo esercito di sbandati!”

Per chi ha voglia di lavorare c’è sempre posto – completa il discorso il marito – anche se per l’Africa, soprattutto, bisognerebbe intervenire sul posto per assicurare uno sviluppo economico che là non c’è mai stato. Il nostro Occidente, l’Europa in testa, dovrebbe prendere esempio da quello che l’America ha fatto con noi nel dopoguerra, con il Piano Marshall. Ci hanno passato tanti soldi per la ricostruzione dell’Italia.”

 

Giuliano Ghirardelli

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