Entrò il Volontariato accompagnato dal sole

Entrò il Volontariato accompagnato dal sole

Ero ricoverato in un ospedale di Padova. Durante la mia prima mattinata di degenza, entra nella nostra camera, che ospitava tre ammalati, una signora con un camice bianco: non era un medico e neppure un’infermiera, e con fare molto gentile si accosta al letto di ognuno di noi chiedendoci se avevamo bisogno di qualcosa. Il primo interpellato – un ingegnere che appena arrivato in aeroporto, dall’estero, si era subito dovuto ricoverare – fa presente di essere privo di asciugamani personali; il secondo, un signore di 87 anni, anche lui solo, accetta l’idea di poter leggere qualcosa; quanto a me, ringraziando, le faccio sapere di essere a Padova in compagnia della moglie e di avere tutto quello che serve per affrontare le giornate e qualche piccolo intervento. La signora esce e, dopo poco, rientra con dei piccoli doni: delle confezioni nuove di asciugamani, per l’ingegnere, e un settimanale di attualità, appena uscito in edicola, per l’ottuagenario. Anche lei, con tutta probabilità, è vicina agli ottant’anni. E’ una signora, semplice e distinta allo stesso tempo, che mi incuriosisce. Le chiede a quale organizzazione appartenga e, tra una cosa e l’altra, mi fa presente di essere di origine friulana, nata a Casarsa della Delizia… “Ma è il paese di Pier Paolo Pasolini!?” intervengo subito io, inguaribile ed ingenuo appassionato di letteratura. La signora mi racconta di essere stata la loro vicina di casa, prima, durante e dopo, la seconda guerra mondiale. E lì scatta da parte mia una serie di domande sulla famiglia Pasolini. La signora con grande delicatezza, ma anche con grande disponibilità e sincerità, mi racconta e mi descrive la struttura famigliare, complessa ed importante, che faceva capo soprattutto a parenti della madre, originaria del paese, la signora Susanna. Susanna Colussi, maestra elementare, sposa nel 1921 Carlo Alberto Pasolini, ravennate ufficiale di fanteria,  e dal loro matrimonio nasceranno  Pier Paolo e Guido.  Nel 1945 morì suo figlio Guido, in un controverso episodio della Resistenza, nel 1958 suo marito Carlo Alberto e nel novembre 1975 Pierpaolo, lei morirà a 90 anni nel 1981…

Non mi sarei mai stancato di ascoltare il suo racconto. Le chiedo di ritornare, mentre nella stanza – avendo dimenticato tutti i miei problemi – un sole di primavera sembrava rendere ogni cosa più accettabile.

La signora, in precedenza, mi aveva parlato anche di se stessa: svolgeva un servizio di volontariato presso gli ammalati della città, come iscritta ad una Associazione che contava più di 600 aderenti! Si dedicavano anche agli ammalati terminali, svolgevano corsi di aggiornamento e tante altre attività. Mi era chiaro, e penso di non sbagliare,  che la signora, come tanti altri iscritti, svolgeva questa attività di  volontariato per dare concretezza ai propri valori, alla propria fede; ma anche per uscire dalla propria vita solitaria, per stare in mezzo agli altri in tante occasioni di incontro, in tante serate, magari anche allegre. Sicuramente… civili.

P.S. L’Associazione di Volontariato in questione, come tante altre in Italia, è composta  da persone mature, la cosiddetta “terza età”, ma anche da tanti giovani.   

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