Ecco quello che vorrei dire… Il senso della vita e il senso di una vacanza, in una chiacchierata ai bordi del Lago Maggiore

Ecco quello che vorrei dire… Il senso della vita e il senso di una vacanza, in una chiacchierata ai bordi del Lago Maggiore

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Uno degli appuntamenti annuali più importanti della mia attività di operatore turistico si terrà fra pochi giorni – esattamente il 28 gennaio – in riva al Lago Maggiore, in provincia di Varese, località Laveno Mombello, in un Centro Sociale dal nome… molto impegnativo: “Il senso della vita”. E’ un incontro a cui abbiamo invitato 90 Centri Sociali della provincia varesina, per una “convention” dedicata alle novità del turismo, della terza età e delle sue organizzazioni, con particolare attenzione alle proposte che giungono dalla Romagna, attraverso le nuove offerte della Montanari Tour. Partecipano all’incontro, oltre al sottoscritto, Silvio Botter (presidente provinciale ANCeSCAO), Danilo Verdicchia (esperto ed analista del comportamento), Eugenio Angelino (consulente turistico).

Un confronto sincero e cordiale fra domanda e offerta, all’interno del quale vorrei parlare del nostro impegno, lungo la Riviera, per rendere sempre più significative le Vostre vacanze, le vacanze dei gruppi che partono ogni estate dalla provincia di Varese, autogestiti dagli stessi Centri Sociali. Vorrei dire, senza compiacerci più di tanto, che siamo già al lavoro, per ideare – magari assieme – le vacanze per il 2020, per ragionare sulle Vostre aspettative e sulle risorse della Romagna. E le nostre proposte partono soprattutto da una convinzione: siamo maturi – in tutti i sensi… – per comprendere che la vacanza, oltre ad essere un’occasione di relax e di socializzazione (vivere amabilmente assieme agli altri qui è più facile che altrove, così ci dicono), può rappresentare l’opportunità per entrare dentro la storia, la vita e i retroscena di una terra come la Romagna. Non a caso il Catalogo 2020 presenta al suo centro quattro mappe, dedicate a ciascuna alle quattro province che compongono la “destinazione Romagna” (Ferrara, Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini), segnalando dettagliatamente le numerosissime eccellenze: antiche, medievali, rinascimentali, risorgimentali, legate all’arte, alla natura, ai grandi personaggi, ai prodotti tipici, alle terme e ai borghi.

Senza dimenticare, però, quelle piccole-grandi “virtù” (da non tradire) che  hanno reso questa terra amabile e popolare: la piada cotta nei chioschi, lungo le strade, per assaggiare un pezzo di Romagna e di tradizione; il liscio da ballare o da ammirare,  nelle balere o nelle feste di piazza; il Cinema Fulgor, la sala frequentata dal ragazzo Fellini, nel cuore della sua vecchia Rimini, ora rinata a nuovo splendore; l’alba sulle spiagge dell’Adriatico, quando l’arenile si popola e si organizza pian piano, come a preparare un palcoscenico  per lo spettacolo più intenso dell’Estate; le tagliatelle in una trattoria di Santarcangelo; le prime colline lungo la via Emilia, con i filari a perdita d’occhio di Sangiovese e Trebbiano; Viale Ceccarini a Riccione, dove l’atmosfera  non ha nulla da invidiare alla Via Veneto dei bei tempi; una serata in un dancing o in uno dei tanti centri sociali dove la vecchia Romagna è più viva e brillante di tante novità di cartapesta…

Mi verrebbe da dire, infine, che tra le buone tradizioni da non disperdere e le novità sempre indispensabili, sempre da inseguire… sta il “senso della vita”.

A presto

Giovannino Montanari

 

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