Due vite, due percorsi, due turismi a confronto

Due vite, due percorsi, due turismi a confronto

Siamo uno di fronte all’altro, vecchi amici dagli anni della prima gioventù. Superati di poco i settant’anni, quando ci rivediamo – e capita due o tre volte l’anno – inevitabilmente mettiamo a confronto le nostre vite, magari senza farlo esplicitamente: partendo, soprattutto, da quello che stiamo facendo adesso. Ci occupiamo, bene o male, tutt’e due di Turismo, ma in maniera completamente diversa. Lui con una buona pensione, più redditi vari. Io con un vitalizio così basso che non si può nemmeno riferire, né tanto meno sbandierare. Lui è uno di quelli che hanno troncato nettamente con il lavoro. Non fa più niente e viaggia molto. Parla sempre delle sue vacanze, dei suoi giri all’estero, delle cose straordinarie che ha visto, fotografato, filmato… un fiume di racconti… e si tratta quasi esclusivamente di viaggi con amici e famigliari; la loro, tra l’altro, è una socialità che sembra rinsaldarsi ancor di più dopo ogni vacanza. Della sua vita, lui, risulta pienamente appagato (anche se, poi, è difficile capire cosa rimugina dentro ognuno di noi). Non ha la smania di fare progetti, se non quelli di spingersi sempre più lontano: in Cina, nel glorioso Vietnam o in Brasile… Io, invece, mi occupo di turismo in Romagna, a vario titolo, e non solo per campare. Forse non saprei vivere diversamente. Non potrei accettare di vivere senza progettare, organizzare, relazionare: tutte cose legate, non solo al lavoro necessario, ma anche al sogno di realizzare, finalmente, qualcosa di valido, da tutti i punti di vista (e non solo dal punto di vista economico). Tempo e soldi per viaggiare mancano. Alla fine le vacanze si riducono ad una decina di giorni (massimo) utili a recuperare un po’ di forze, magari in un centro termale. Lui guarda alla mia vita con un po’ di stupore, logicamente senza nulla invidiare. Ma neppure io, grazie al cielo, invidio la sua. Lui ora sta pensando – documentandosi, immagino – ad un prossimo viaggio a Samarcanda. Io, invece, in questi giorni sono alle prese con il Ferragosto nella mia città, a Rimini, quando tutti gli italiani – ma mettiamo anche la metà – hanno deciso di venire qui nella speranza di rivivere l’euforia degli Sessanta (vissuta o sentita raccontare).

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