Dialogo tra generazioni. Seconda puntata.

Dialogo tra generazioni. Seconda puntata.

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Ecco la risposta della giovane Samantha alle lamentele del cittadino maturo (attempato?), espresse nel numero precedente di questo giornale on-line, dove il nostro si lamentava, appunto, di non essere preso in considerazione: la sua esperienza, la sua storia, le vicende della sua generazione o di quelle precedenti non avevano grande valore agli occhi dei giovani d’oggi.

 

Caro Giuliano,

la vostra storia, anzi la “nostra” storia ci interessa eccome!

E’ vero che molti dei miei coetanei sono interessati solo all’apparenza, all’aspetto fisico, all’omologazione e all’approvazione degli altri per sentirsi parte di un gruppo, di una famiglia…

E’ vero anche che spesso dietro a tutto questo c’è solo immaturità o superficialità, ma a volte si nasconde anche profonda tristezza, insicurezza, incapacità di ribellarsi al sistema, frustrazione, sfiducia in se stessi e nel futuro…

Ricordo che alla fine degli anni ’90 i giovani canticchiavano la prima parte di un brano del cantautore spagnolo Antonio de la Cuesta:

È un mondo difficile… È vita intensa. Felicità a momenti e futuro incerto…”

Nonostante questa canzone parlasse d’amore, diventò un vero e proprio tormentone per descrivere il malessere della società e di questa generazione.

Molti giovani di oggi non sono affatto spensierati o superficiali, ma sono preoccupati per il loro presente e il loro futuro, per l’ambiente che solo negli ultimi decenni, grazie alle tante campagne di sensibilizzazione, sembra essere diventato una priorità; non hanno fiducia nelle istituzioni e talvolta provano anche risentimento nei confronti delle generazioni precedenti alla nostra che ci hanno lasciato questa eredità scoraggiante, quasi deprimente, a livello politico e lavorativo.

Moltissimi giovani con una o più lauree sono costretti a trasferirsi in altre parti dell’Europa o del mondo se vogliono che ciò che hanno ottenuto grazie ai sacrifici loro e delle loro famiglie sia considerato come qualcosa di valore e non un semplice pezzo di carta. Ho diversi amici, per esempio, che sono andati a vivere e lavorare in Australia, Stati Uniti, Germania e Inghilterra.

Coloro che invece hanno avuto la fortuna di essere assunti in Italia con un buon contratto, hanno comunque bisogno di aderire a qualche fondo privato o comunque di vincolare parte del proprio a volte esiguo stipendio, per potersi garantire la pensione un domani…

Nella società moderna provata dalla crisi economica, inoltre, anche la costruzione di legami tra persone è resa più difficile a causa di una quotidianità frenetica, scandita da numerosi impegni (molti ragazzi si dividono tra due o più lavori o accettano ogni condizione pur di mettere insieme uno stipendio dignitoso o per potersi permettere gli studi)…

 

Samantha

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