Dalla notte dello sballo… a quella del liscio!

Dalla notte dello sballo… a quella del liscio!

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Anche la notte non è più quella di una volta. Avevamo scambiato la notte per il giorno. Ora siamo ritornati con i piedi per terra.

Parliamo, logicamente, della costa romagnola: qui le feste, i festival, le kermesse nascono come funghi, da sempre. Ma oggi hanno raggiunto una frequenza ed una dimensione straordinaria, dando vita ad un calendario che non ha eguali. Creando anche qualche problema a livello di concorrenza e di sovrapposizione. Prima osservazione: rispetto a qualche decennio fa, quando quasi tutto era orientato al divertimento e al disimpegno, ora i momenti culturali hanno conquistato una loro discreta rilevanza (dai festival cinematografici alle presentazioni di libri, dai meeting ai cicli di visite guidate). Senza dimenticare che c’è stato un tempo, culminante negli anni ’80, in cui la Riviera viveva di giorno e di notte, a tempo pieno: con i giovani che all’alba scendevano sui lungomari, per il rito del cappuccino più bombolone, dopo essere stati in giro per discoteche, sulle colline di Rimini e Riccione, per tutta la nottata.

In quegli anni già lavoravo in pieno nel turismo sociale, il quale naturalmente non osservava né praticava quegli orari da sballo! Conservo, però, un ricordo indelebile di quel periodo: un piccolo episodio dal sapore pressappoco di una rivelazione. Mi capitò quella volta di dover accompagnare una piccola troupe intenzionata a filmare la notte in Riviera. A dire il vero ero più esperto di dancing che di discoteche, ma dovetti ugualmente assecondare la richiesta del mio dirigente. E, così, dopo un lungo ‘peregrinare’ fra i locali notturni più famosi dell’epoca, al termine della notte decidemmo anche noi di scendere a far colazione in uno dei luoghi più rinomati della Riviera: Viale Ceccarini. Se non che ci trovammo, con nostra sorpresa, in un ingorgo di macchine, in una fila lunghissima di auto, tutte intenzionate a raggiungere il famoso viale, che quella volta non era ancora diventato isola pedonale. Si procedeva a passo d’uomo, con soste continue. Iniziava ad albeggiare. Quando riuscimmo ad entrare, sempre in auto, nella strada più glamour della Riviera, il sole era già alto. Capii solo allora il perché di quelle code e di quei rallentamenti: le auto, quasi tutte decappottabili – cabrio e spider – giunte nel viale lo percorrevano lentamente, dando vita di fatto ad una sfilata che con tutta probabilità ripetevano più di una volta. Una gioventù dorata – con ragazze in bella evidenza, magari sedute sui bordi delle macchine – passava in rassegna alla folla di giovani che si assiepava sui marciapiedi o sostava nei caffè di Viale Ceccarini. Era quello, nell’insieme, il “popolo della notte”. Tutti si guardavano e si ammiravano in un strano silenzio, dettato soprattutto dalla stanchezza accumulata nella notte borderline. Una “fiera delle vanità” credo irripetibile. Nel bene e nel male, una stagione che ci siamo lasciati alle spalle. Ora la notte ha ritrovato connotati più accettabili e più sereni. E viene celebrata in due grandi occasioni: La Notte Rosa e La Notte del Liscio. Quasi a ricordare – facendo leva solo sugli aspetti positivi – quelle estati dorate, dominate dal successo. E dopo i brillanti risultati dell’ormai collaudata Notte Rosa, ora il massimo della nostra attenzione va alla Notte del Liscio, che nel 2018 giungerà alla sua terza edizione. Da realizzare, possibilmente, nella prima quindicina di giugno o di settembre, ad inizio o fine stagione, con l’obiettivo di creare una serata (o due o tre serate durante il week end) in cui si possa ballare dappertutto, e contemporaneamente, in spiaggia, nelle piazze, nelle balere o nelle discoteche. A trionfare, in quelle occasioni, sarà il liscio, il ballo di coppia, la musica romagnola (o latino-romagnola? … stando a quello che si insegna nelle numerosissime scuole di ballo nate in Romagna, ma anche nel resto d’Italia), ma pure la convivenza allegra, serena e civile.

In fondo, la Festa, la Notte dedicata al Liscio – che la Romagna ha tutti i titoli per intestarsi e realizzare per prima – è, pertanto, anche la riproposizione di una “filosofia di vita” e di un “sogno” che hanno sempre contraddistinto, più o meno esplicitamente, la storia popolare di questa regione. Da qui la socialità e la vitalità – per non parlare dello spirito di accoglienza, della voglia di protagonismo – che in Romagna si esprime, appunto, anche attraverso una miriade di iniziative festose e spettacolari.

Una serie quasi interminabile di eventi, dalla quale estrarre un appuntamento – la Notte del Liscio – in grado di rappresentare al meglio lo “spirito di Romagna”.

Giovannino Montanari

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