“Cos’è il Turismo? Andare a visitare o essere visitati!”. Le risposte di Guido Forcellini.

“Cos’è il Turismo? Andare a visitare o essere visitati!”. Le risposte di Guido Forcellini.

Parte seconda.

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Ed ora chiediamo a Guido di rispondere a queste nostre domande…

 

Innanzitutto, i tuoi propositi per la terza età (ancora lontana, beninteso)… Quella che attualmente viene definita come terza età è un periodo della vita che le generazioni che ci hanno preceduto raramente hanno vissuto ai nostri livelli (per aspettative e qualità della vita): primo grande traguardo dei nostri tempi.

 

Progetti per il mio futuro… remoto? Non ho dubbi sulla mia convinzione e sul mio piacere di rimanere sempre attivo, nell’ambito dell’ospitalità, però. Quando smetterò di fare l’albergatore vorrei vivere come certi pensionati che ho conosciuto sulla costa americana che si affaccia sull’Atlantico, dalle parti di Boston: nel loro buen ritiro, in luoghi tranquilli in cui ritirarsi per riposare, studiare…, nelle loro case hanno a disposizione anche due o tre camere destinate ad ospitare i turisti; si fa colazione assieme, parlando ed imparando un po’ di tutto (un Airbnb ante litteram).

A me piacerebbe realizzare qualcosa del genere nelle nostre campagne, oppure al mare. Un’attività del genere, beninteso, non si fa per lucro. Mi piace l’ospitalità e quello che, in fondo, c’è alla base del Turismo: andare a visitare o essere visitati!

Inoltre, io e la mia compagna amiamo la cucina, lei in particolare i dolci, io la cucina romagnola, quella più succulenta e saporita, senza trascurare i ‘piatti poveri’ del passato (te ne segnalo uno, che ho imparato da mia madre: la frittata con le bucce dei piselli, come si faceva ai tempi della guerra). Potremmo, quindi, preparare qualche pranzo o qualche cena per i nostri ospiti.

Credimi: io l’ospitalità ce l’ho nel sangue come una sorta di eredità familiare.

E, poi, oltretutto è un modo per apprendere senza fatica…

 

 

Seconda domanda. Come presenteresti una vacanza in Romagna ai nostri amici pensionati, chessò di Torino o Varese? (Come se tu, con loro, parlassi a quattr’occhi. Parlando chiaro chiaro)

 

Una premessa, però. I pensionati, oggi come oggi, presentano le stesse esigenze del resto della popolazione. Camminano spediti, nuotano, amano la vela come tutti gli altri…  Quindi a loro ripeto quello che penso sia il presupposto fondamentale di una vacanza interessante, significativa: “Live like a local”, cioè vivi come un abitante del luogo. Entra nella loro vita. Qualche esempio su scala riminese o romagnola: il mercoledì o il sabato fai un salto al mercato ambulante nel centro storico di Rimini, oppure al “mercato coperto”, lì tutte le mattine dei giorni feriali ci trovi il pesce fresco… attorniato dai migliori intenditori.

Senza trascurare l’entroterra, il suo paesaggio agrario, le sue colline: meta sempre più ambita dai cittadini della costa, per visitare e scoprire le tante aziende vinicole; dove puoi trovare oltre ai conosciutissimi Sangiovese e Trebbiano, pure l’Albana, il Pagadebit o la Cagnina, ma anche una buona Rebola (il nome che nel riminese assume il vitigno Pignoletto, diffuso da secoli nella zona).

Senza trascurare le rocche e i castelli Malatestiani, sparsi nelle vallate, in cima ai borghi medievali, spingendosi a visitare l’inespugnabile Forte di San Leo, sulla punta più alta dello sperone dell’antichissima città che fu capoluogo della contea di Montefeltro. Nel Forte, trasformato in prigione durante il dominio pontificio, furono rinchiusi il Conte di Cagliostro, che vi morì nel 1795, e Felice Orsini (1844).

 

Ultima domanda. La tua lunga esperienza nel Turismo ha riguardato soprattutto, ma direi esclusivamente, la componente alberghiera e l’attività associativa (cooperative, consorzi…). Sei stato, ma lo sei tuttora, un protagonista nella nostra realtà… Cosa ne pensi, allora, della situazione attuale? Quali consigli puoi offrire all’organizzazione turistica della Riviera, pubblica e privata?

 

Non ho dubbi: bisogna investire sulle persone! Il successo del nostro Turismo è stato trainato, incoraggiato da tanti ‘personaggi’, da tanti protagonisti, da uomini e donne particolarmente motivati, impegnati seriamente, esposti pubblicamente senza nessuna remora, capaci di vivere in mezzo agli altri con entusiasmo… E sono tanti i nomi che possiamo ricordare: Marco Arpesella, Nadi della Taverna degli Artisti, Elio dell’Embassy, Gianni Fabbri del Paradiso, Nicola Sanese… ma soprattutto le donne che hanno mandato avanti e condotto in prima persona alberghi e pensioni, ieri come oggi.

Investire sulle persone, sulle risorse umane: una cosa facile da dire, particolarmente difficile da realizzare.

 

La vera formazione, poi, non dovrebbe prescindere dagli aspetti più importanti della vita. Non solo nel nostro ambito, ma in quello più generale, più universale, nel quale siamo sempre più immersi. Ecco perché dovremmo essere tutti più responsabili, come Albert Einstein ci invitava a fare:

“Il mondo è quel disastro che vedete, non tanto per i guai combinati dai malfattori, ma per l’inerzia dei giusti che se ne accorgono e stanno lì a guardare”.

 

Giuliano Ghirardelli

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