“Cosa serve per riempire la vita? Una famiglia numerosa, ed appartenere ad una comunità di cui andare orgogliosi!”

“Cosa serve per riempire la vita? Una famiglia numerosa, ed appartenere ad una comunità di cui andare orgogliosi!”

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Le risposte di Luca Cevoli. Parte seconda.

Prima domanda. Vista la nostra “specializzazione” (parliamo di noi, che non abbiamo più vent’anni!) siamo a chiederti, innanzitutto, i tuoi propositi per la terza età (ancora lontanissima, beninteso, sei giovanissimo hai solo 58 anni) …  Progetti per quella stagione della vita che attualmente viene definita come terza età, una fase dell’esistenza che le generazioni che ci hanno preceduto raramente hanno vissuto ai nostri livelli (per aspettative e qualità della vita): primo grande traguardo dei nostri tempi. Tieni presente che per gli scienziati del settore la terza età inizia ora a 75 anni e, quindi, tu hai tutto il tempo per riflettere e programmare qualcosa. Offrici, comunque, delle anticipazioni. Grazie

 

Da circa due mesi sono entrato nella “categoria nonni”, mia figlia Sofia ha dato alla luce il mio primo nipotino Giacomo ma faccio parte anche della categoria “babbi anziani” avendo due figli di 8 e 7 anni, quindi posso rappresentare tutte le fasce impegnate con le nuove generazioni.

La mia prospettiva per i prossimi dieci anni sarà ancora legata al lavoro (sigh!), ma il mio desiderio è quello di fare il “capofamiglia” con tanti figli (ho un quarto figlio che vive a Milano) e nipoti da ospitare al mare a Riccione, fargli gustare la mia città, il mare, i parchi, i divertimenti, il buon cibo e tutte le bellezze che la natura e l’uomo hanno realizzato. Un “capobranco” che li aiuta e gli sta vicino nell’avventura della vita. Il bello di sentirsi dire ‘andiamo in vacanza dal nonno Luca’. 


 

Seconda domanda. Come presenteresti una vacanza in Romagna, ed in particolare a Riccione, ai nostri amici pensionati, chessò di Torino o Varese? (Come se tu, con loro, parlassi a quattr’occhi. Parlando chiaro chiaro)

 

Una vacanza unica e indimenticabile! Alzarsi la mattina presto per andare a vedere il sole che sorge verso il promontorio di Gabicce Monte, per poi farsi una bella passeggiata sul più bel lungomare d’Italia. Fermarsi a bere un cappuccino al porto guardando le prime barche dei pescatori che rientrano con il pesce appena pescato. Il resto della mattina dedicato alla lettura sotto l’ombrellone o per i più sportivi una bella pedalata fino al porto di Rimini per tenersi in forma. A pranzo, con i piedi nella sabbia, ci si gusta una buona piada con insalata e sardoncini. Pomeriggio dedicato al riposo, schiacciare un pisolino fa bene alla salute. Poi un bel bagno, una nuotata, l’ideale (e io ce l’ho!) prendere un moscone e farsi una bella remata al largo, con tuffo rinfrescante. Verso sera dopo le 18 e il caso di farsi una bella passeggiata in centro (Viale Ceccarini). Guardare, osservare e commentare i turisti stando seduto al tavolo bevendo una birra o un aperitivo della casa è uno degli sport più appaganti. Il dopo cena è bello passarlo in compagnia, ognuno sceglie quello che gli piace!! Una bella partita a carte nel giardino dell’albergo, oppure due salti nelle sale da ballo, e poi… a letto presto perché la mattina a Riccione ha l’oro in bocca.

 

 

Ultima domanda. La tua lunga esperienza nel Turismo ha riguardato soprattutto, ma direi esclusivamente, la componente alberghiera e la sua attività associativa.   Sei stato, e lo sei tuttora, un protagonista nella nostra realtà… Cosa ne pensi, allora, della situazione attuale? Quali consigli puoi offrire all’organizzazione turistica della Riviera, pubblica e privata, soprattutto in questa fase post-epidemica?

 

Il consiglio che do a tutti quelli che lavorano nel turismo l’ho imparato guardando i miei genitori: mai lamentarsi. sorridere sempre e volersi bene. Siamo in Romagna, siamo a Riccione, la terra dell’accoglienza e dello star bene. Il tutto è racchiuso nel famoso detto “L’importante è la salute” che tradotto in romagnolo: “Se tu stai bene, stiamo bene tutti”. Vi aspetto a Riccione a braccia aperte.

 

Giuliano Ghirardelli

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