Chi siamo. Dove andiamo.

Chi siamo. Dove andiamo.

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Quattro amici al bar tentano un ritratto, alla buona, della nuova “terza età”. Quella dei nostri giorni, quella che secondo gli esperti – bontà loro – dovrebbe iniziare dopo i settantacinque anni.

Si domandano, gli amici, quali siano le tendenze in atto fra i loro coetanei, in pensione già da tempo. E provano ad elencare, scrivendolo su di un foglietto, quello che vedono intorno a loro:

  • Sono aumentate le iscrizioni alle scuole di ballo, dove non c’è solo il liscio, ma soprattutto quello che va di moda oggi: il ballo di gruppo! Ci si diverte, si passa una piacevole serata in compagnia e… in movimento (e la cosa fa bene alla salute). Serate del genere diventano anche l’occasione per fare nuove amicizie da parte di chi è rimasto solo; in genere, in questi ambienti, predomina la presenza femminile (gli uomini sono avvertiti!)
  • Quelli che devono recuperare una cultura, che ai loro tempi non è stato possibile mettere insieme, ora frequentano, moglie e marito assieme, i vari corsi delle università popolari (altra occasione per conoscere nuova gente)
  • Quando parlano di vacanze ora collocano al primo posto la visita ai Musei o i viaggi in Crociera (anche la Romagna “su di giri”, offre buone risposte alla loro crescente vitalità)
  • È ritornato di moda il gioco delle carte, e non per soli uomini come accadeva una volta: si va in coppia a giocare a burraco, tresette o briscola nei caffè o, meglio ancora, nei centri sociali (fa bene pure alla memoria dicono i frequentatori più assidui)
  • Minimo una volta alla settimana si va in palestra; il che, assieme alle lunghe camminate e alle serate dedicate al ballo, serve a tenersi in forma; e, parallelamente, è cresciuta la prevenzione, cioè quell’insieme di attività, azioni ed interventi attuati con il fine prioritario di promuovere e conservare lo stato di salute ed evitare l’insorgenza di malattie; anche l’Osservatorio Senior  non ha dubbi a proposito: “… all’altro lato di un continuum troviamo persone di tale età che stanno bene fisicamente, che sono vitali mentalmente, camminano bene e partecipano alla vita attiva. Li troviamo, anzi le troviamo – anche qui sono soprattutto donne – nei gruppi di lettura, frequentano palestre, fanno il volontariato, vanno al cinema e ai concerti.  Per costoro la definizione di vecchi potrebbe spostarsi verso i 90 anni…”
  • E per finire, i nostri amici non possono trascurare un aspetto fondamentale della vita quotidiana, della vita di relazione, quello che la Fondazione Umberto Veronesi riassume così, parlando di ciò che concorre a migliorare la nostra salute: “L’amore è una cosa meravigliosa, ma anche il sesso non scherza… “; e allora gli esempi a portata di mano non mancano: le coppie fanno una vita, anche da questo punto di vista, sempre più intensa, mentre chi rimane solo (prima di procurarsi la collaborazione di una governante o di una badante) o si risposa o trova subito un compagno o una campagna: magari ognuno rimane nella propria casa, ritrovandosi assieme per ore piacevoli… e, qui, scatta fra gli amici, inevitabile, l’allusione sorniona a quella pillola blu che “più la butti giù e più ti tira su…”

 

La carrellata dei quattro amici termina qui: cioè si arena su un argomento che non può limitarsi alle solite chiacchiere da bar o da barbiere, ma che necessita dei consigli di un buon medico… anche se di solito noi non domandiamo un consiglio: andiamo in cerca di approvazione!

 

Giuliano Ghirardelli

 

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